Autonomia regionale, sulla scuola vince il M5S. Conte: "Resta il nodo dei beni culturali"

Al vertice assente Matteo Salvini.

Vertice autonomia

Il vertice sull'autonomia regionale che si è tenuto oggi dopo il Consiglio dei Ministri è stato piuttosto rapido perché è durato meno di un'ora e si è concluso con una vittoria da parte del MoVimento 5 Stelle sul nodo principale che aveva bloccato il precedente vertice della settimana scorsa. In pratica è saltata l'assunzione diretta dei docenti su base regionale che avrebbe voluto la Lega e che era presente nell'articolo 12 del testo presentato dalla ministra per gli Affari regionali e l'autonomia Erika Stefani.

Oltre a Stefani, al vertice di oggi erano presenti il Premier Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio, il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, quello dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, quello dell'Istruzione Marco Bussetti, la nuova ministra per la Disabilità e la famiglia Alessandra Locatelli, la viceministra dell'Economia Laura Castelli più alcuni sottosegretari e i tecnici del Ministero dell'Economia e della Finanza. Erano assenti, invece, i leghisti Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti che oggi non si sono presentati nemmeno in Consiglio dei Ministri.

Al termine del vertice, ovviamente molto contenti i pentestallati. Il sottosegretario all'Istruzione Salvatore Giuliano ha spiegato:

"L'articolo 12 è stato soppresso: è una vittoria dei 5 stelle e da uomo di scuola ritengo di poter dire che è una vittoria della scuola italiana. Non ci saranno concorsi regionali, assolutamente no. Sono state prerogative che già aveva la Regione"

In conferenza stampa il Premier Conte ha detto:

"Sono lieto di annunciare che abbiamo fatto significativi passi avanti sulle autonomie. Intravediamo la dirittura finale, la settimana prossima c'è ancora qualche passaggio ma confido che si stia arrivando al portare questo provvedimento in cdm. Era un impegno del contratto di governo, condiviso da M5s e Lega. Il modello della scuola è fondamentale e non può essere frammentato, i governatori non avranno tutto quello che hanno chiesto. Ma ci sta, è un negoziato tra Stato e Regioni. Continuerò all'inizio della settimana prossima con incontri ristretti. Un nodo politico è rimasto ed è quello dei beni culturali"

La ministra Erika Stefani, incassata la sconfitta di oggi, ha commentato:

"Su sanità, ambiente, sviluppo economico sono state accolte le richieste delle regioni. Una svolta per il territorio, per i cittadini e per le imprese. L'autonomia funziona però se c'è quella finanziaria. Non accetteremo nessun compromesso"

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