Autonomia, Veneto e Lombardia deluse

Il vertice sulle autonomie che si è tenuto oggi a Palazzo Chigi non ha per niente soddisfatto i Governatori di Veneto e Lombardia. Il Premier Conte oggi pomeriggio aveva annunciato che si erano fatti "significativi passi avanti" e confidava di portare presto il testo in Consiglio dei Ministri. Annunciando l'intesa raggiunta da Lega e M5S su molti aspetti critici, aveva sottolineato un fatto fondamentale: "i Governatori non avranno tutto quello che hanno chiesto".

Il punto d'equilibrio trovato dai rappresentanti delle due forze di governo non soddisfa però per niente i Governatori.

Zaia ha attaccato frontalmente il Premier: "Questa è la politica del gambero. Sono passati 636 giorni dal referendum, abbiamo fatto tutta l'attività propedeutica, svolta in tempi non sospetti, già un anno fa, non è possibile che il Governo si riunisca una volta alla settimana e ogni volta disfa quanto fatto la settimana prima, è una presa in giro. Le farse non ci piacciono, sfido il governo a presentarci un progetto organico di quello che è per loro e per il presidente del Consiglio di che cos'è l'autonomia. Perché a tutt'oggi sento micro dichiarazioni, pezzi di intesa, è una cosa su cui è difficile orientarci".

Per Zaia non esistono trattative al ribasso: "Vogliamo che sia valutato il progetto che abbiamo presentato, redatto da autorevoli costituzionalisti e accademici, ma anche esperti di fisco e tributi che abbiamo presentato al Governo. Prenda e ci dica questo sì, questo no e ci faccia una proposta. Per ora siamo solo al riscaldamento a bordo campo che non serve a nulla. Cinque milioni di veneti, 150 miliardi di Pil, ne abbiamo le tasche piene di pagare per vedere gente sprecare".

E ancora: "La finiscano, anche il presidente del Consiglio, di parlare di unità nazionale, di secessione dei ricchi, di serie A e serie B perché noi non vogliamo intaccare l'unità nazionale, non vogliamo affamare chi va peggio di noi. Vogliamo fare in modo che i virtuosi siano premiati. Questo lo possiamo dire o è proibito? Ci sentiamo presi in giro. E i cittadini hanno ragione ad arrabbiarsi. Vedere che le riunioni del presidente del Consiglio producono il nulla, se non conferenze stampa e dichiarazioni, direi che è poco rispettoso di 2milioni e 328mila veneti che sono andati a votare".

Il testo, così com'è, verrà respinto dal Governatore: "Parlo solo del Veneto, ma andate a chiederlo anche a Lombardia, Emilia Romagna e chi ha chiesto l'autonomia. Io non ho ancora capito cosa voglia fare il presidente del Consiglio e il Governo come controproposta da presentarci. Noi stiamo attendendo il loro contratto, la loro proposta, che non deve esser definitiva. Si parla di intesa tra Governo e regione, non del contratto del Governo da sottoporre alla regione, che è un'altra cosa. Quindi dal notaio si va in due e dobbiamo esser concordi sul testo da firmare".

Poco dopo gli ha fatto eco anche il Governatore lombardo Attilio Fontana: "Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell'esito del vertice di oggi sull'Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma, se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l'intesa. Sono deluso anche da quello che ha detto il premier Conte, perché ha ricominciato a fare quelle affermazioni di carattere generale legate alla frammentazione del Paese, quindi a quel vecchio slogan, dimostrando di non voler arrivare a una soluzione concreta".

"Mi sento profondamente amareggiato. Credo che questo comportamento sia irrispettoso dei cittadini lombardi e veneti, che hanno espresso direttamente, con un referendum, la loro volontà, di quelli emiliani, che, attraverso il loro presidente, hanno avanzato la loro richiesta, e di tutti gli altri italiani, che, soprattutto al Sud, chiedono cambiamento e buona politica, non sprechi e ruberie. Sono sconcertato che si facciano delle proposte per cui non si potrebbero trattenere sul nostro territorio neppure le risorse risparmiate con un'amministrazione virtuosa. Così, noi che chiediamo di poter dimostrare capacità ed efficienza, verremmo penalizzati. È una chiara dimostrazione che non si voglia giungere a un accordo".

E infine: "Anche sul tema dell'istruzione si è dimostrato di far prevalere logiche sindacal-corporative alle esigenze dei nostri studenti, che hanno diritto ad avere una continuità per tutto il percorso scolastico, senza trovarsi, come accade, con docenti sempre differenti o che spesso arrivano dopo mesi dall'inizio dell'anno. Non interessa il bene dei nostri ragazzi, non interessa il bene del nostro Paese. Si vogliono continuare a difendere questi centri di potere, che vogliono mantenere in vita l'Italia dell'inefficienza".

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