Salvini diserta il vertice dei ministri dell'Interno UE convocato dalla Francia e scrive una letterina a Castaner

Il ministro dell'Interno frustrato per la scarsa considerazione avuta dalle sue proposte.

Matteo Salvini scrive lettera a Castaner

Domani a Parigi si terrà un vertice dei ministri dell'Interno dell'Unione Europea convocato dal governo francese per discutere, ancora una volta, il tema dell'immigrazione. Se già è un miracolo che Matteo Salvini si sia presentato al vertice di Helsinki della settimana scorsa è ovviamente impossibile che si presenti al prossimo, soprattutto perché ha toccato con mano l'inefficacia delle sue proposte, anche se, forse, si era illuso del contrario.

In una lettera che ha scritto al suo omologo francese Christophe Castaner, definita "di fuoco" e "dura" dai suoi amici del Giornale, Salvini, in realtà, non fa che ribadire quanto detto in Finlandia con toni molto pacati rispetto a quelli a cui siamo abituati in Italia.

Salvini scrive:

"Caro Collega,
al Consiglio Giustizia e Affari Interni di Helsinki ho registrato posizioni molto vicine a quella espressa dall'Italia con particolare riferimento al fermo impegno della politica migratoria condotta a difesa dei confini esterni dell'Unione Europea e dello spazio Schengen. Molti colleghi hanno infatti sostenuto la necessità di rivedere le regole del search and rescue per impedirne abusi volti a favorire una immigrazione illegale ed incontrollata così come esposto nel documento che abbiamo preparato con Malta e che abbiamo fatto circolare in quella sede"

In quella sede, infatti, mentre Italia e Malta si sono opposte al principio del porto più vicino per lo sbarco dei migranti, Francia e Germania hanno insistito perché si faccia invece esattamente l'opposto. Salvini continua:

"A ciò si aggiunge la condivisione della esigenza che le ONG agiscano nel pieno rispetto del quadro giuridico internazionale e delle legislazioni nazionali proprie di ciascun Stato membro. Sono particolarmente soddisfatto che il documento italo-maltese abbia fatto registrare un diffuso apprezzamento apportando al confronto sul Tavolo significativi ed utili elementi per una nuova impostazione del tema. Ogni nuova discussione non potrà dunque che partire dal buon esito di Helsinki e dagli sviluppi del confronto tecnico in atto"

Poi Salvini conclude:

"Mi ha sorpreso pertanto il tenore della proposta di conclusioni del prossimo Vertice di Parigi che non tiene conto dei progressi emersi dal nostro fruttuoso dibattito di Helsinki. Ho pertanto dato mandato alla delegazione tecnica che parteciperà alla riunione di muoversi esclusivamente nel perimetro delineato, evitando nuove e diverse dichiarazioni non coerenti con i lavori svolti sinora"

Insomma, Salvini non andrà a difendere di persona le sue proposte a Parigi, ma delega tutto a un team di tecnici del Viminale, anche se la questione pare prettamente politica.

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