Bongiorno: "Io Commissaria Ue? Non è nei miei piani"

Anche la Ministra Giulia Bongiorno si è sfilata dalla corsa per la carica di Commissario UE. Il suo è l'ennesimo nome saltato fuori nei giorni scorsi, ma la Ministra della Pubblica Amministrazione non sembra per nulla interessata ad un trasferimento a Bruxelles: "Da quando ho fatto la scelta di questo percorso con la Lega sono stata candidata dai giornali a sindaco, a sottosegretario alla presidenza, alla presidenza della Repubblica, recentemente anche a commissario Ue alla concorrenza. Tutte queste candidature possono fare piacere ma non sono fondate su nessun tipo di ipotesi concreta, non è proprio nei miei progetti, si tratta di candidature giornalistiche non di colloqui fatti con me, ne sto parlando per la prima volta".

Evidentemente la Bongiorno punta a continuare a ricoprire la carica di Ministro. Il futuro di questo Governo, però, è tutt'altro che sicuro: "È fisiologico che ci possano essere contrasti sui temi che si affrontano perché Lega e M5S sono forze politiche diverse nella loro sensibilità. Devo dire che fino ad oggi ogni scontro ha trovato una sintesi. La novità di questi giorni è che su una serie di materie sul banco del Governo si stanno evidenziando contrasti particolarmente stridenti: o si sciolgono i nodi o non si riesce ad andare avanti, il momento è decisivo".

I malumori nel Governo non sono "sulle poltrone", legati quindi ad un possibile rimpasto, bensì "è relativo esclusivamente ad alcune tematiche, autonomia, giustizia opere pubbliche, temi che devono trovare una sintesi".

Parlando del tema dell'Autonomia, la Bongiorno ha ricordato che "esistono già amministrazioni di serie A e di serie B, basta guardare ai tempi per il rilascio della carta d'identità, da 24 ore a mesi". Alla luce di questa "eterogeneità della P.A." secondo la Bongiorno "chiedere l'autonomia differenziata vuol dire chiedere di gestire al meglio altre fette di competenze. Non si crea un divario ma si danno nuove opportunità anche al Sud. L'auspicio è che si trovi una sintesi".

Infine la Ministra ha rivendicato l'approvazione di una legge da lei fortemente voluta: "Se la legge sul Codice Rosso salva anche solo una donna io sarò contenta di essere stata al Governo. È un piccolo miracolo, penso a questa norma da quando avevo 25 anni, è una soddisfazione enorme che sia diventata realtà. Secoli di legislazione maschilista hanno creato una cultura che ancora nel 2019 è fortemente maschilista. In passato le donne denunciavano e rimanevano completamente sole, ora entro tre giorni dall'iscrizione nel registro delle notizie di reato il magistrato verifica se la donna è in pericolo di vita o meno e se sì scatta il procedimento cautelare".

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