Lettera dei No Tav a Conte: "Lo sa che non serve a nulla, si creerà un problema di ordine pubblico"

Sabato è in programma una marcia contro la Tav nell'ambito del Festival Alta Felicità a Venaus.

Lettera dei No Tav a Giuseppe Conte

Parlano di "governo Salvini", ma si rivolgono al Premier Giuseppe Conte, ossia colui che ieri ha aperto le porte alla Tav. Il movimento No Tav che si batte da molti anni contro il treno ad alta velocità Torino-Lione, da ieri, ossia dopo che il Presidente del Consiglio ha detto che è meno oneroso concludere l'opera che sospenderla.

I No Tav, ovviamente, sono di parere completamente opposto, ritengono che la sospensione possa essere attuata rapidamente e senza pagare penali e in una lettera al Premier spiegano che sarebbe una decisione più responsabile bloccarla e apporterebbe dei vantaggi all'Italia.

Infatti i No Tav, guidati da Alberto Perino, dicono che il governo dovrebbe spiegare perché "finanziare la Francia con oltre 2 miliardi di euro per consentirle di realizzare i suoi lavori sul territorio francese". Aggiungono che il Premier "dimostra di non conoscere la determinazione del movimento No Tav" e sottolineano che lo stesso Conte "sa che la Torino-Lyon non serve a nulla" e sa anche "creerà un problema di ordine pubblico". Ritengono anche che l'opera sia "climaticida".

Nel messaggio aggiungono anche che Conte sa che "perderà tanti voti e rispetto politico", anche se teoricamente il Premier non è interessato ai voti, in quanto ha sempre detto che questo sarà il suo unico mandato, quindi semmai è il MoVimento 5 Stelle a doversi preoccupare, anche se sulla carta Di Maio sta continuando la sua opposizione alla Tav.

Intanto nei prossimi giorni, anzi, già nelle prossime ore, sono previste mobilitazioni e sabato ci sarà una marcia nell'ambito del Festival Alta Felicità di Venaus. Preoccupa il passaggio in cui Perino afferma:

"La tensione in Valle c’è sempre stata e la decisione del premier Conte non cambia niente nemmeno da quel punto di vista. Quello che però voglio dire a tutti è che facciano attenzione perché se pensano di inasprire le sanzioni e la repressione fanno un grande errore. Se vogliono fare dei martiri in Valle si ricordino che i martiri possono essere molto pericolosi"

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