Lega-Russia, Salvini: "Le parole di Conte? Mi interessano meno di zero"

Selfie Salvini

Ieri, in quella che è stata una delle giornate più calde per il governo gialloverde dal giorno del suo insediamento, il Ministro dell'Interno Matteo Salvini si è tenuto lontano da tutto al grido di "io sto lavorando per l'Italia", come se rispondere alla chiamata del Parlamento non facesse parte dei suoi doveri di ministro e vicepremier.

E così, come non succedeva da tempo, il leader della Lega si è trincerato per l'intera giornata in Viminale, dimostrandosi indaffarato e pronto a concludere in due diverse e lunghe dirette su Facebook, pressoché identiche a distanza di oltre 8 ore. Anche sacrificare il tempo di una diretta per ascoltare il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferire al Senato sui presunti legami tra Lega e Russia avrebbe significato per Salvini perdere tempo prezioso.

E se ieri, nella seconda diretta, ha affrontato soltanto marginalmente le parole di Giuseppe Conte, questa mattina è stato molto più esplicito. Intervenuto a Radio Anch'Io su RadioUno, Salvini è stato piuttosto chiaro: "Le parole di Conte? Mi interessano meno di zero".

Il riferimento, va da sé, non è all'interno intervento del premier, ma alla parte relativa a Gianluca Savoini, l'uomo che per 9 volte ha affiancato Matteo Salvini nei suoi viaggi in Russia, l'uomo indagato per corruzione internazionale perchè sospettato di aver trattato per conto della Lega per ottenere un finanziamento illecito da parte della Russia.

Conte non ha fatto rivelazioni particolari. Ha ribadito la propria fiducia a Matteo Salvini, ma ha anche confermato che in almeno due occasioni Savoini faceva parte della delegazione ufficiale in Russia del Ministro dell'Interno:

La visita a Mosca del 17 e del 18 ottobre è stata organizzata direttamente dal ministero dell'Interno, con la partecipazione all'assemblea di Confindustria Russia, a cui ha partecipato anche Savoini.Salvini è stato presente a Mosca anche il 15 luglio 2018 per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l'incontro con le controparti russe. In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell'Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini.

Salvini, rispondendo alle domande del giornalista che lo incalzava sulle precisazioni di Conte, ha puntato tutto sul fatto che lui sta lavorando per gli italiani e non ha tempo per queste cose:

Ogni giorno mi alzo con l’obiettivo di andare al ministero dell’Interno. Mi pagano per fare cose e provare a risolvere problemi. Ho trovato strano che il presidente del Consiglio sia andato in aula dicendo "se mi toglieranno fiducia tornerò in quest’aula a cercarla", come se ci fosse la necessità di cercare lo Scilipoti di turno per non andare a casa”. Non è un problema che mi tocca, io finché posso fare le cose sto al governo, se dovessi accorgermi che sto al governo per non fare le cose…

La nuova linea di Matteo Salvini, insomma, è semplice: lui è troppo impegnato a fare il bene dei cittadini italiani e chi prova a mettergli i bastoni tra le ruote lo fa perchè non è interessato al benessere di 60 milioni di persone. E se il Parlamento chiama, chi se ne frega.

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