Bce lascia tassi invariati. Draghi: pesa la minaccia del protezionismo

Mario Draghi tassi invariati 2020

La Banca centrale europea lascia i tassi d’interesse invariati al livello attuale, cioè con il tasso principale fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. Il costo del denaro resterà dunque invariato e i tassi potrebbero addirittura scendere ulteriormente, almeno fino "alla prima metà del 2020 e comunque per tutto il periodo di tempo necessario" per far salire l’inflazione in area 2%.

A spiegarlo è oggi un comunicato del Consiglio direttivo della Bce che esclude quindi un rialzo dei tassi ventilando piuttosto un possibile nuovo taglio.

Il presidente uscente dell’Eurotower Mario Draghi (gli succederà la francese Christine Lagarde) ha giustificato la politica della Bce con le "circostanze sfavorevoli a livello mondiale" che "continuano a pesare sulle prospettive per l'area euro". Draghi ha parlato di una "prolungata presenza di incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità nei mercati emergenti", tutti fattori che lasciano "il segno sul clima di fiducia”.

Ecco perché "un ampio grado di accomodamento monetario è ancora necessario per stabilizzare l’inflazione" ha aggiunto Draghi.

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