Naufragio in Libia, recuperati 62 corpi. UNHCR: "Ripristinare subito i soccorsi in mare"

Ormai sono quasi mille i morti nel 2019.

Il mare sta restituendo alcuni dei corpi delle vittime del naufragio avvenuto a largo di Khoms tra il 23 e il 24 luglio. La Mezzaluna Rossa ha recuperato 62 cadaveri, ma i dispersi, secondo l'UNHCR, sono almeno 110 e potrebbero arrivare addirittura a 150, mentre 145 persone sono state salvate e alcune decine di loro sono già state rispedite nel centro di Tajoura, proprio quello che poche settimane fa è stato bombardato.

Nel 2019 i morti nel Mediterraneo sono ormai quasi un migliaio. L'UNHCR, l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, ha fatto un appello e in una nota ha chiesto ai governi europei e agli altri governi di "ripristinare il soccorso in mare e contribuire ad alleviare la sofferenza delle migliaia di rifugiati e migranti coinvolti nel conflitto in Libia".

Anche Amnesty International è intervenuta per sollecitare i leader europei a una risposta coraggiosa, ma l'UE è intervenuta con una dichiarazione dell'Alto rappresentate Federica Mogherini solo sulle condizioni di detenzione dei migranti in Libia, dicendo che il sistema attuale "di gestione della migrazione irregolare e di detenzione arbitraria dei rifugiati e migranti deve cessare e deve essere in linea con gli standard internazionali" e l'Unione Europea è pronta a "sostenere le autorità libiche a sviluppare soluzioni per creare alternative sicure e dignitose alla detenzione nel pieno rispetto delle norme umanitarie internazionali e nel rispetto dei diritti umani".

Corpi recuperati in Libia dopo naufragio

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