Carabiniere ucciso: la bufala dei nordafricani era partita da membri delle forze dell'ordine

Su pagine e gruppi Facebook che fanno capo a membri della GdF sono state pubblicate anche foto segnaletiche.

Nelle ore immediatamente successive alla diffusione della notizia della morte dei vice brigadiere Mario Cerciello Rega ieri è stata anche riportata da quasi tutti gli organi di informazione la notizia secondo cui i colpevoli sarebbero stati dei nordafricani. In tanti si sono chiesti da dove fosse partita questa che poi si è rivelata la fake news.

Ebbene, come ha ben ricostruito Wired, a ingannare i giornalisti sono stati dei gruppi Facebook solitamente affidabili perché gestiti da membri delle forze dell'ordine e in particolare della Guardia di Finanza. I loro post con tanto di foto segnaletiche sui presunti nordafricani arrestati per l'omicidio del carabiniere sono stati online per ore (fino a sei ore circa) e sono stati ripresi anche da siti importanti come quello del Messaggero il cui post è stato poi condiviso anche dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.

In particolare, la pagina Puntato, L’App degli Operatori di Polizia ha riportato la notizia della cattura dei quattro nordafricani, dicendo anche che tre erano di origini marocchine e l'altro di origini algerine.

Su Twitter sono addirittura spuntate le schede segnaletiche dei sospetti con documenti riservati e non oscurati che sarebbero state prese dal Portale Difesa, che è un aggregatore di notizie sulle forze armate dotato di forum e gruppo chiuso su Facebook. Anche singoli agenti della Guardia di Finanza e dei Carabinieri hanno condiviso questa notizia.

Di conseguenza alcuni politici come Luca Marsella, consigliere del X Municipio di Roma, hanno addirittura collegato l'omicidio ai salvataggi in mare delle Ong.

Insomma, una fake news, partita da fonti considerate affidabili, ha ancora una volta tirato fuori tutto il peggio di certi italiani.

Bufala nordafricani su uccisione del carabiniere

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