Carabiniere ucciso, Natale Hjorth bendato in caserma. Meloni: "È un balordo drogato americano"

La foto di Gabriel Christian Natale Hjorth, reo confesso dell'omicidio di vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ammanettato e bendato in caserma prima dell'interrogatorio ha spinto l'Arma dei Carabinieri a prendere una posizione dura e netta verso il comportamento dei militari coinvolti.

Il centrodestra, però, è prontamente corso in difesa dei carabinieri coinvolti - anche in questo caso, sarà la magistratura ad esprimersi, al di là degli eventuali provvedimenti che l'Arma deciderà di prendere - che hanno scattato e diffuso la foto di una persona in stato di fermo.

A guidare la difesa c'è la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, che all'AndKronos ha voluto sottolineare due ovvietà che nulla hanno a che fare col caso specifico:

A tutti quelli che ora si affannano a montare il caso del delinquente bendato in caserma vogliamo ricordare che la vittima è un carabiniere barbaramente ammazzato a 35 anni, il carnefice un balordo drogato americano. Punto.

Il fatto che la vittima fosse un carabiniere e che il reo confesso sia "un balordo drogato americano" non rappresenta una sorta di autorizzazione da parte dei militari coinvolti a ledere i suoi diritti, così come il fatto che Stefano Cucchi fosse stato arrestato per spaccio di droga non costituiva alcuna autorizzazione al pestaggio. È vero, i casi sono diversi, ma alla base non poi così tanto.

Anche l'avvocato Fabio Anselmo, legale di Ilaria Cucchi, è voluto intervenire sulla vicenda:

Quella foto con il ragazzo bendato è terribile. Uno Stato vero deve proteggere gli operatori delle forze dell’ordine ma anche garantire chiunque, qualunque cosa abbia commesso, altrimenti non è civile. Al di là del dolore per la famiglia del carabiniere e della vergogna per quella scena, provo amarezza per una classe politica che specula su questa e altre vicende. E una povertà culturale che mi spaventa.

Le forze dell'ordine sono tutori della legge e devono seguire un codice di comportamento che non lascia spazio alla libera interpretazione. Il Codice di Comportamento dei dipendenti del Ministero della Difesa sancisce chiaramente che "il dipendente non assume condotte che possano nuocere all'immagine dell'Amministrazione" (Art. 9) e il foglio dei diritti della persona arrestata sottolinea che "nessuna persona arrestata o fermata può essere oggetto di violenza fisica o morale oppure sottoposta a tortura, a trattamenti crudeli, inumani o degradanti".

E se il commento di Giorgia Meloni non sembra tenere in considerazione i diritti di chi viene arrestato, qualunque sia l'accusa che gli viene contestata, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, pur mantenendo una posizione simile, ha almeno riconosciuto la posizione ufficiale dell'Arma dei Carabinieri sulla vicenda:

Su questo episodio della foto dell'indagato per l’omicidio del carabiniere bendato in caserma, le parole dei vertici dell’Arma sono chiare e definitive pertanto gli accertamenti in corso accerteranno quanto è avvenuto. Non vorrei però che questo episodio trasformasse questo caso in una inchiesta sui carabinieri. Ricordiamoci che la tragedia e l’atto di efferata criminalità da punire presto e in modo ultra severo è l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello. Attenzione a non seminare confusione perché questo sarebbe intollerabile.

Al di là del danno che un comportamento simile rischia di provocare all'Arma dei Carabinieri, quello dei militari coinvolti rischia di trasformarsi in una carta nelle mani della difesa dell'indagato, che potrebbe essere usata per contestare la veridicità della confessione alla luce del comportamenti degli agenti durante la presenza dell'indagato in caserma. Un comportamento esemplare dei militari, al contrario, mette al riparo l'Arma dei Carabinieri da possibili attacchi e contestazioni.

In mattinata, intanto, è stato annunciato che il militare che ha bendato il giovane statunitense sarà immediatamente spostato ad un reparto non operativo.

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