Natale Hjorth bendato, Salvini come la Meloni: "L'unica vittima è il carabiniere ammazzato"

Il cortocircuito è totale. La foto di Natale Hjorth legato e bendato in caserma ha indignato e scandalizzato una parte (purtroppo piccola) dell'opinione pubblica, mentre ha eccitato gli istinti più bassi di Giorgia Meloni e Matteo Salvini e dei rispettivi seguaci, diventati ormai indistinguibili tra loro.

Entrambi i leader di partito si sono subito precipitati a pubblicare un post sui social per cercare di minimizzare l'accaduto. La corsa al podio della disumanità l'ha vinta questa volta la Meloni: "A tutti quelli che ora si affannano a montare il caso del delinquente bendato in caserma vogliamo ricordare che la vittima è un carabiniere barbaramente ammazzato a 35 anni, il carnefice un balordo drogato americano. Punto".

Salvini è arrivato poco più tardi, utilizzando sostanzialmente gli stessi toni e la medesima chiosa della Presidente di Fratelli d'Italia, anche lui ansioso di risultare il più risoluto possibile: "A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita. Lavorando. Punto". Il Ministro ha anche, elegantemente, allegato la foto al suo commento da bar.

Ancora una volta Salvini ha utilizzato la prospettiva del lavoro in carcere come se questa possa essere una giusta aggravante della pena. Come abbiamo già spiegato ieri, nessuno in questo Paese può essere condannato a svolgere alcun tipo di lavoro in carcere, ma questo può rappresentare al massimo un'opportunità. L'unico orizzonte della pena è quello della rieducazione del condannato.

Come scritto in apertura, il cortocircuito in questo momento è totale. L'Arma dei Carabinieri dopo la diffusione della foto ha reagito in modo esemplare; ha aperto un'indagine informando l'autorità giudiziaria ed ha annunciato che il carabiniere che ha messo la benda sugli occhi del giovane americano sarà immediatamente trasferito ad un reparto non operativo. Il perché di questa reazione è ovvio, basta richiamare alla mente un saggio proverbio popolare: "Due torti non fanno una ragione". Ed è così sempre, anche quando il primo torto è molto più grande del secondo.

Meloni e Salvini si sono invece appiattiti al più becero qualunquismo, tipico di chi è privo di qualsiasi capacità empatica oltreché di qualsiasi rispetto per le Istituzioni. Facciamo così, ristabiliamo una scala dei valori normale: chi uccide è un assassino e merita, come in questo caso, l'ergastolo. Questo è il primo fatto.

Poi c'è un secondo fatto, totalmente indipendente dal primo, che riguarda la condotta del carabiniere che ha bendato Natale Hjorth (e degli altri che hanno assistito alla scena). Questo carabiniere ha macchiato l'onore dell'Arma dei Carabinieri compiendo un gesto gravissimo, probabilmente spinto dalla volontà di intimidire un sospettato per indurlo a confessare. Si tratta di una pratica che nel 99% dei casi rischia di danneggiare il processo e che, quindi, è anche un atto di totale stupidità.

Il primo fatto, l'omicidio, è più grave. Nettamente. Il secondo, però, non può essere giustificato, anche perché non l'ha compiuto un "balordo drogato", bensì un militare che ha prestato giuramento pronunciando queste parole solenni: “Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni”.

Fortunatamente i vertici dell'Arma dei Carabinieri stanno tenendo la barra dritta in questo caso, dimostrando il loro senso dello Stato. A differenza, invece, di Meloni e Salvini che si divertono ad eccitare le folle.

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