Di Battista attacca l'opinione pubblica: "Siamo un popolo di tifosi e di sudditi"

Alessandro Di Battista

Il Movimento 5 Stelle si è tenuto piuttosto distante dalle polemiche legate all'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, dagli attacchi del centrodestra contro i "nordafricani" che poi erano tutt'altro che nordafricani allo sdegno per la foto che ritraeva uno dei sospettati ammanettato e bendato in caserma prima di essere interrogato.

Anche questa terribile vicenda, come tanti altri casi di cronaca, ha tirato fuori il peggio dei cittadini, sempre più pronti a vomitare odio e pubblicare insulti ed ingiurie sui social network. L'ultimo sfogo di Alessandro Di Battista, legato a M5S pur non ricoprendo incarichi ufficiali, parte proprio dall'omicidio di Cerciello Rega per un discorso più ampio su come l'opinione pubblica venga sempre più spesso fomentata da questa o quella parte politica:

Un carabiniere è stato ucciso. Subito si è parlato di due nordafricani coinvolti. I giornali di “destra” hanno sparato a zero così come diversi politici della stessa area. La Meloni è partita con il suo solito ridicolo comizio sull’immigrazione. Ancor più ridicolo se pronunciato da chi, come lei, ha votato a favore della guerra in Libia, una delle cause principali dell’aumento dei flussi migratori negli ultimi anni. Salvini ci si è buttato a pesce e in molti si sono scatenati. “Dovete morire in mare negri di merda” si leggeva in rete. In realtà ad uccidere il carabiniere è stato un ragazzo borghese statunitense. Ma la divisione del popolo era già stata raggiunta.

Di Battista se la prende proprio coi comuni cittadini, che vengono paragonati a dei tifosi e dei sudditi in un ragionamento che non fa una piega:

Siamo sempre più un popolo di tifosi e un popolo di tifosi è un popolo di sudditi. I tifosi si scaldano, si incazzano, gridano alle ingiustizie, alcuni si picchiano tra loro ma la palla non la toccano mai. Tengono in piedi un sistema che senza di loro non andrebbe avanti. Finché si tratta di calcio mi può anche stare bene ma quando a comportarsi da tifosi sono i cittadini che non dovrebbero tenere in piedi il sistema ma semmai cambiarlo iniziando a “toccare palla” è molto più grave.

Questa rabbia è fine a se stessa, si fomenta anche da sola e non viene frenata in nessun modo da chi, invece, dovrebbe garantire la sicurezza. Ci si indigna e si insulta sui social network pressoché senza alcuna conseguenza, anche se ogni tanto qualche fortunato leone da tastiera viene portato davanti alla giustizia. Invece di rimanere divisi sempre e comunque e limitarsi a rischiare querele per diffamazione, Di Battista invita l'opinione pubblica a far fronte comune per chiedere una serie di cose. E tra queste c'è finito dentro anche il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, che da responsabile della sicurezza in Italia è tra i primi a fomentare questo odio:

Oggi un popolo unito chiederebbe a gran voce alcune cose:
1) Che i politici la smettano di commentare ogni cosa. Propongano soluzioni non opinioni.
2) Che si faccia totale chiarezza sulla morte del carabiniere Mario Cerciello Rega.
3) Che il Ministro dell’interno, responsabile della sicurezza sul nostro territorio, sia capace di trovare centinaia di milioni di euro non per il TAV o per regalarli a Radio Radicale ma per aumentare effettivi, stipendi e dotazioni delle forze dell’ordine. Vada nei territori di mafia (se ha la libertà e il coraggio di farlo) non a chiedere voti ma a chiedere cosa occorre per la principale guerra che lo Stato deve combattere: quella al crimine organizzato.
4) Che i responsabili dell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega paghino tutto e soprattutto paghino in Italia nonostante siano figli dell’impero statunitense.

TIFOSI E SUDDITI

Esattamente un anno fa Daisy Osakue, atleta italiana di origini nigeriane, venne colpita ad un occhio...

Posted by Alessandro Di Battista on Tuesday, July 30, 2019

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