Il decreto Salva Conti è legge: tesoretto da 1,5 miliardi

salva conti approvato alla camera

Dopo il Senato, anche la Camera dei Deputati ha dato il via libera al decreto legge “Salva Conti”, contenente misure urgenti per il miglioramento dei conti pubblici. La maggioranza ha votato compatta con 277 sì, 130 no e 99 astenuti. Con questo provvedimento, l’Italia evita formalmente la procedura d’infrazione, tramutando in legge le promesse fatte da Conte e Trie all’UE. Si crea di conseguenza un tesoretto da circa 1,5 miliardi di euro costituiti da quanto non erogato tramite Reddito di Cittadinanza e Quota 100, oltre che dai risparmi dei ministeri.

A votare no sono stati PD e Fratelli d’Italia, mentre hanno optato per l’astensione Forza Italia e Leu. Nonostante i due partiti di governo si siano sempre rifiutati di ammetterlo pubblicamente, con il decreto Salva Conti si evita formalmente la procedura d’infrazione da parte dell’UE. Con questo dl, inoltre, vengono abrogate anche le norme precedenti che avrebbero consentito il riutilizzo per altri fini dei risparmi derivanti da Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Il testo è stato approvato esattamente nella forma con cui è uscito dal Consiglio dei ministri dello scorso 1 luglio, senza modifiche durante il dibattito al Senato né alla Camera.

Le risorse che andranno a migliorare la situazione dei conti pubblici derivano per 1,39 miliardi dal Mef, 47 milioni dal ministero della Difesa, 18 da quello dell’Agricoltura e 15,8 dallo Sviluppo Economico. Solo 400.000 euro il contributo dal ministero del Lavoro.

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