Di Maio e Meloni propongono di togliere la cittadinanza a Sandro Gozi, consigliere di Macron

L'ex sottosegretario del PD è nell'amministrazione Macron come consigliere agli Affari europei.

Sandro Gozi PD nell'amministrazione Macron

Tra gli argomenti di cui ha parlato oggi Luigi Di Maio davanti ai giornalisti nella giornata di inaugurazione del percorso di formazione dei navigator c'è anche Sandro Gozi, l'ex Sottosegretario del PD che ora è entrato a far parte dell'amministrazione Macron dopo essere stato candidato con La Republique en Marche (il partito del Presidente francese) alle elezioni europee, venendo eletto come riserva (ossia entrerà nell'Europarlamento quando usciranno i parlamentari britannici, dopo la Brexit).

Ebbene, Gozi è stato nominato consigliere per gli Affari europei del governo francese e questo ha mandato su tutte le furie gli avversari politici del PD in Italia. Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, ha scritto una lettera al Giornale chiedendo al Premier Giuseppe Conte di intervenire e chiedere a Gozi di rinunciare all'incarico nel governo francese, "pena la revoca della cittadinanza italiana".

La sua idea è condivisa anche da Luigi Di Maio del MoVimento 5 Stelle, che infatti ha detto:

"Nulla contro la Francia, ma bisogna valutare se togliere la cittadinanza Se tu lavori per il governo italiano, rappresenti e servi lo Stato italiano e poi a un certo punto lo tradisci e ti vai ad arruolare nelle fila di un altro governo come responsabile della politica europea del governo Macron allora bisogna valutare se togliergliela perché siamo di fronte a cosa una inquietante per cui per cui un nostro sottosegretario, anche se era del Pd, adesso diventa esponente di un altro governo con cui abbiamo molte cose in comune ma anche interessi confliggenti"

Gozi ha replicato e a Radio Cusano Campus ha detto:

"Capisco Giorgia Meloni, Salvini le ha portato via tutti i temi di destra, non sa più a che santi rivolgersi, si è messa in testa di fare la guerra all'Europa e alla Francia. Capisco che sono europeista e amico di Macron, quindi per lei magari sono da condanna a morte. Sono le stesse polemiche che c'erano quando i primi calciatori italiani, come Zola, venivano acquistati dalle squadre estere. Degli ex colleghi della Lega mi hanno chiamato dicendomi 'cosa vai a fare, il Mourinho della situazione?'. Io sono juventino. però"

Gozi ha anche spiegato quali sono i suoi rapporti con Macron:

"Macron lo conosco da tantissimi anni, da prima che entrasse in politica, l'ho sempre stimato, è una persona di grande competenza. Poi l'ho conosciuto meglio quando lui era nel governo Hollande e io sottosegretario del governo italiano. Sono stato eletto nelle liste di 'En marche' al Parlamento europeo perché siamo convinti che l'Europa la si può costruire solo con una politica transnazionale, con uomini e donne che hanno obiettivi comuni"

Gozi ha precisato di essere consigliere per gli Affari europei del Primo Ministro, quindi non è un ministro del governo francese e ha ammesso che, pur aspettandosi delle critiche, è rimasto sorpreso da tutto questo scalpore e che secondo lui questi atteggiamenti dimostrano che l'Italia "è totalmente sconnessa da quello che accade in Europa" perché quello che è successo a lui è successo anche a tanti altri.

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