Istat: Pil a zero nel II trimestre. Tria: dato atteso. Zingaretti: governo uccide speranze italiani

pil stagnazione

Il Pil italiano rimane fermo nel secondo trimestre del 2019, sia rispetto al trimestre precedente, sia su base annua. È quanto rivela l’Istat nelle stime corrette per gli effetti di calendario e destagionalizzate. L’Italia rimane ferma a crescita zero, dunque, sia a livello congiunturale sia tendenziale. Dopo il “marginale recupero” congiunturale del primo trimestre 2019, nei successivi tre mesi il Prodotto interno lordo è risultato stazionario. Contestualmente, si registra una lieve accelerazione in termini tendenziali: la crescita zero giunge dopo il Pil negativo per lo 0,1%.

L’Istat sottolinea dunque che per l’Italia prosegue la "fase di sostanziale stagnazione", poiché si tratta del quinto trimestre consecutivo in cui la variazione congiunturale si attesta attorno allo zero. In sostanza, la crescite del Pil acquisita per il 2019 - ovvero quella che si otterrebbe se i prossimi due trimestri si chiudessero senza variazione - risulta essere nulla.

La variazione congiunturale del Pil nel secondo trimestre del 2019 è uguale a zero, ma l’Istat afferma ci sia stato un arrotondamento per difetto, poiché rispetto ai primi tre mesi dell’anno c’è stato un guadagno di circa 100 milioni. Una cifra esigua, però, che non consente di far scattare il segno positivo. A livello tendenziale, invece, l’arrotondamento è avvenuto per eccesso, poiché si sono persi circa 180 milioni di euro.

Zingaretti: "Governo uccide speranza degli italiani"

Cavalca l'onda del dato negativo sul Pil Nicola Zingaretti, segretario del PArtito Democratico, che invece si è guardato bene dal commentare i dati (positivi) sull'occupazione: "Crescita zero. Questo Governo sta uccidendo la speranza degli italiani. Organizziamo l’alternativa, vogliamo lavoro, scuola, sanità, investimenti".

Tria: "Dati attesi, ora la ripresa"

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria parla di un dato Istat sul Pil fermo nel secondo trimestre che era "atteso" spiegando che la crescita dell'economia "riprenderà" nella seconda parte del 2019: "È un dato che riflette in larga parte il rallentamento in atto nell'economia dell’eurozona", una valutazione "in linea con le stime più aggiornate del Mef e descrive una situazione di complessiva stagnazione dell'attività economica". Ora pero "dobbiamo perseverare nello sforzo di rilanciare la crescita". Il +0,2% di Pil è "raggiungibile" dice il ministro.

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