Giustizia, Lega e M5S non trovano intesa dopo otto ore di CdM

Alfonso Bonafede

Si è concluso intorno alla mezzanotte, dopo otto lunghe ore di scontro e confronto, il Consiglio dei Ministri incentrato sulla riforma della giustizia che porta la firma del ministro pentastellato Alfonso Bonafede e che nella giornata di ieri era stata apertamente criticata dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Il nodo che non sarebbe ancora stato sciolto sarebbe quello della riforma del processo penale, mentre sulla giustizia civile e sulla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura si sarebbero trovati dei punti in comune al punto da poter dichiarare, a conclusione del CdM, che il provvedimento ha ottenuto il via libera "salvo intese".

La nota ufficiale diffusa da Palazzo Chigi questa notte recita:

Il Consiglio dei ministri [...] ha approvato, salvo intese, un disegno di legge che introduce deleghe al Governo per l’efficienza del processo civile e del processo penale, per la riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario e della disciplina su eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati nonché disposizioni sulla costituzione e il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura e sulla flessibilità dell’organico di magistratura.

È stata la Lega di Matteo Salvini a mettere i bastoni tra le ruote alla riforma di Bonafede, che sarebbe stata scritta senza tenere in considerazione le proposte avanzate della Lega. Per questo, spiegano fonti leghiste, arrivati a questo punto è difficile correggere il testo con l'impostazione data dal Movimento 5 Stelle.

Già da oggi, però, inizieranno i tavoli politici col premier Conte e lo stesso Bonafede per sciogliere i nodi rimasti ancora aperti e tentare di raggiungere quegli accordi e quelle intese anticipate da Palazzo Chigi, che ha preferito annunciare comunque il prima via libera invece di annunciare che dopo otto ore di discussioni la situazione era ancora in alto mare.

Dal Movimento 5 Stelle insinuano che i no della Lega possano essere legati al nodo della prescrizione, che M5S vorrebbe abolire: "Noi siamo aperti al confronto ma sentiamo solo no. Non vorremmo che dietro questi muri ci fosse la volontà di bloccare l'abolizione della prescrizione inserita dal M5S nello spazzacorrotti".

Lo ha ribadito lo stesso Bonafede all'uscita da Palazzo Chigi visibilmente nervoso:

Stasera ho sentito tanti 'no', da parte mia c'era la disponibilità ad affrontare proposte di modifica, ma nonostante ciò non si è arrivarti a un accordo. Non vorrei che ci fosse il tema della prescrizione come nodo che non viene portato al tavolo.

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