Giustizia, Lega: "Non votiamo una non riforma, vuota e inutile"

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Le otto ore di Consiglio dei Ministri non sono servite a far accordare le due forze politiche al governo sulla riforma della giustizia promossa dal ministro pentastellato Alfonso Bonafede e oggi la Lega, dopo l'affondo di ieri del leader Matteo Salvini, è tornata all'attacco, dando seguito alla nota di Palazzo Chigi che parlava di un via libera "salvo intese".

Una nota diffusa oggi dalla Lega chiarisce che il partito di Salvini non ha nessuna intenzione di votare "una non riforma, vuota e inutile":

Siamo al lavoro per una reale riduzione dei tempi della giustizia, per un manager nei tribunali affinché diventino realmente efficienti, perché ci sia certezza della pena: colpevoli in galera e innocenti liberi. Sanzioni certe per magistrati che sbagliano o allungano i tempi, no a sconti di pena per i criminali e un impegno per la separazione delle carriere e anche del Csm per garantire giustizia efficiente, equa e imparziale. I cittadini non possono essere ostaggi di processi infiniti.

La riforma firmata da Bonafede prevede già una riduzione dei tempi processuali (da 9 a 6 anni, pena l'avvio di un procedimento nei confronti delle toghe), così come una stretta sui casi in cui sarà possibile ricorrere in appello e l'obbligo di deposito degli atti per via telematica, ma anche una riduzione dei membri del CSM che passeranno da 30 a 20. Per la Lega, però, non è sufficiente e tra i punti che fanno storcere il naso ai leghisti c'è il nodo della prescrizione.

La legge Spazzacorrotti, infatti, prevede che i tempi della prescrizione non decorrano più a partire dalla sentenza di primo grado, così che eventuali ritardi nei processi non possano influire in alcun modo sulla prescrizione, ma la Lega era riuscita a far slittare l'entrata in vigore della norma al gennaio 2020, contando poi di intervenire in modo specifico nella riforma della giustizia e bloccarla del tutto.

Il secondo punto per cui la Lega è pronta a dare battaglia riguarda le intercettazioni, la cui legislazione non viene toccata dalla riforma di Bonafede. La Lega, invece, vorrebbe intervenire per limitare le intercettazioni e bloccarne la pubblicazione.

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