Torino, adesivi "Parlateci di Bibbiano" sulla sede del PD. Allertata la Digos

La propaganda del governo gialloverde funziona egregiamente e il caso di Bibbiano - o meglio dell'inchiesta Angeli e Demoni - ne è un esempio lampante. La gravissima vicenda degli affidi illeciti nella Val d'Enza è stata usata da Lega e Movimento 5 Stelle per attaccare il Partito Democratico a causa del coinvolgimento marginale (e limitatamente al filone amministrativo dell'inchiesta) di un sindaco eletto in quota PD e la narrazione falsata ha colpito nel segno.

La campagna di diffamazione - perchè di questo si tratta, al di là di quello che pensano i seguaci di Matteo Salvini e Luigi Di Maio - ha raggiunto livelli davvero assurdi, da quel "e allora Bibbiano?" che per settimane ha invaso i social network passando per lo striscione esposto sulla facciata del palazzo della Regione Piemonte da parte del leghista Fabrizio Ricca.

L'ultimo esempio di quanto la propaganda abbia fatto centro in una certa fetta della popolazione si è verificato a Torino, dove durante la notte ignoti hanno attaccato degli adesivi con la scritta "Parlateci di Bibbiano" sulla porta della sede regionale del Partito Democratico in via Masserano.

Non solo. Gli stessi adesivi sono stati rinvenuti anche su alcuni muri a Venaria, alle porte di Torino, vicino alla sede del Partito Democratico. A denunciare l'idiota atto vandalico è stato il segretario regionale del PD Paolo Furia:

Sono volantini privi di firma, da codardi. Se qualcuno crede davvero che il Pd sia responsabile dei fatti di Bibbiano, ci metta la faccia. Questa è l'ennesima fake news, una delle tante create ad hoc in questo periodo per addormentare la gente, per travolgere i cittadini e sviarli dai veri temi. Il Pd è della parte dei minori, ha fiducia nella magistratura e nei servi sociali, che nella maggioranza dei casi fanno un lavoro enorme, giusto e fondamentale. Ci auguriamo che i responsabili degli abusi vengano colpiti, il resto è solo mistificazione politica.

L'episodio è stato prontamente denunciato alla Digos e i filmati delle telecamere di sicurezza, che potrebbero aver ripreso i vandali alla ricerca di non si sa quale verità, sono stati consegnati ai militari.

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