Migranti, dissequestrata la Mare Jonio: "È necessario tornare in mare"

La nave Mare Jonio della ong italiana Mediterranea è stata dissequestrata dalla Procura di Agrigento e si sta già preparando a tornare in acqua in servizio nel Mar Mediterraneo, ormai pattugliato sul fronte dei flussi migratori soltanto dalle organizzazione non governative.

La nave era stata sequestrata dalla stessa Procura di Agrigento lo scorso maggio lo sbarco a Lampedusa di 30 migranti tratti in salvo al largo della Libia due giorni prima. La Mare Jonio aveva fatto rotta verso l'isola italiana subito dopo l'operazione di salvataggio e subito dopo il completamento delle operazioni di sbarco era stata sequestrata nell'ambito dell'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina avviata dalla Procura.

Ora, a distanza di quasi tre mesi, i pm di Agrigento ha disposto il dissequestro e l'ong ha fatto sapere che la nave tornerà quanto prima a pattugliare il Mediterraneo al largo della Libia:

🔵 LA MARE JONIO È LIBERA 🔵

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento ha disposto il dissequestro...

Posted by Mediterranea Saving Humans on Friday, August 2, 2019

Alessandro Metz, l'armatore di Mediterranea, ha precisato all'Huffington Post che saranno necessari circa 10-15 giorni:

La nave è stata ferma un paio di mesi, indicativamente è questo il tempo necessario a rimetterla in condizioni di viaggiare e a preparare tutto per un’altra missione. Verificheremo pure se tenteranno di fermarci o rallentarci: non abbiamo motivo di pensarlo, ma in questi ultimi tempi ci hanno abituato alle cose più incredibili, penso alle navi della Marina militare sequestrate dal ministro dell’interno.

Con l'occasione Metz ha voluto anche lanciare un affondo al Ministro dell'Interno e alle sue politiche anti-migranti: "In maniera ipocrita si tenta di far finta di nulla, in maniera ipocrita dal Viminale arriva a Sea Eye l’indicazione di far riferimento a Tripoli come porto sicuro. Questo è un atto criminale. Chi fugge da un Paese in guerra non può esservi riportato. Il Viminale si assuma le responsabilità di quanto sta affermando e facendo".

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