Cassazione: truffa prescritta a Bossi e Belsito. Sì a confisca dei 49 milioni. Salvini: "Non mi cambia la vita"

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AGGIORNAMENTO ORE 21.50 - Prescrizione per Umberto Bossi e Francesco Belsito per il reato di truffa. Per quest’ultimo la Cassazione ha confermato l'appropriazione indebita con rideterminazione della pena da stabilirsi in appello. La Corte di Cassazione ha poi confermato la confisca dei 49 milioni alla Lega, nell’ultimo grado di giudizio sulla truffa ai danni dello Stato per i rimborsi elettorali. Sono però cadute le confische personali.

La vicenda è quella della truffa messa in atto secondo l’accusa dal partito fondato dal Senatur ai danni delle casse pubbliche: una mega truffa quantificata in 49 milioni di euro che come stabilito dalla Corte d'appello di Genova devono tornare allo Stato. La procura ligure nei mesi scorsi si era accordata con la Lega per una rateizzazione da 600mila euro l’anno.

A novembre scorso Bossi e l’ex tesoriere Belsito erano stati condannati rispettivamente a un anno e 10 mesi e a 3 anni e 9 mesi. La Corte d'appello di Genova oltre a Bossi e Belsito aveva condannato a pene più leggere i tre revisori dei conti del Carroccio all’epoca dei fatti, a pene dai 4 agli 8 mesi, grazie alla derubricazione dell’accusa, da truffa a indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

La Cassazione ha ora confermato le condanne per due dei revisori assolvendo il terzo, Stefano Aldovisi. Le condanne tra il primo e il secondo grado in generale sono state più leggere perché i reati contestati, relativi all'anno 2008, sono andati intanto prescritti. Gli eventuali risarcimenti alle parti civili, Camera e Senato restano.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato a suo modo la sentenza: "Nessun timore da parte di Matteo Salvini per la sentenza della Cassazione. Sono anni che vanno avanti con questi 49 milioni, a me non cambia niente. Non mi cambia la vita".

Soddisfazione dalla difesa di Belsito: "Dall'orrore che inizialmente si profilava, ne è scaturita un sentenza non così tremenda. Adesso aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza" ha spiegato l’avvocato Alessandro Sammarco che contesta l’imputazione di appropriazione indebita per il suo assistito: "Dopo aver letto le motivazioni, valuteremo se fare delle impugnazioni straordinarie sulla decisione".

Fondi Lega, chiesta la conferma delle condanne per Bossi e Belsito

La richiesta di ricusazione avanzata dai legali di Belsito è stata respinta. La sentenza definitiva per Bossi e l'ex tesoriere della Lega è quindi prevista per la serata di oggi.

Fondi Lega, chiesta la conferma delle condanne per Bossi e Belsito

Il procuratore generale della Cassazione ha chiesto la conferma delle condanne per Umberto Bossi, Francesco Belsito e gli altri ex revisori della Lega coinvolti nel processo sulla sparizione dei famosi 49 milioni di euro dalle casse del partito, ma la sentenza potrebbe tardare ad arrivare.

L'ex tesoriere della Lega, condannato in appello a 3 anni e 9 mesi per truffa ai danni dello Stato, ha ricusato il collegio della sezione feriale della Cassazione, quello chiamato ad esprimersi per il terzo e ultimo grado di giudizio, proprio come fatto appena tre settimane fa nel filone lombardo sui fondi della Lega.

Stessa strategia, quindi, che farà slittare la sentenza della Corte di Cassazione, anche se questo farà sospendere le prescrizione che, in caso contrario, sarebbe scattata l'8 agosto prossimo. La difesa di Belsito aveva già provato a chiedere un rinvio sostenendo che uno dei fascicoli relativo al dibattimento di primo grado mancherebbe non sarebbe disponibili in cancelleria, ma la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta stabilendo che nessuno dei fascicoli è andato perduto.

Il Pg, invece, nel chiedere la conferma delle condanne per Belsito e Bossi e un nuovo processo per gli ex revisori Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci, ha spiegato nella sua requisitoria le falsità riscontrate nei rendiconti presentati dalla Lega:

Non è vero che i rendiconti erano solo generici. Erano anche falsi: si diceva 'rimborsi autisti' ma in realtà si finanziava la famiglia Bossi. Non è un aspetto secondario, è sotto questo profilo che si consuma il reato di truffa.

Tra le spese esplicitate durante la requisitoria c'erano anche quelle per l'acquisto della laurea di Renzo Bossi in Albania.

Se la Corte di Cassazione dovesse confermare la sentenza di appello, la condanna di Francesco Belsito e quella di Umberto Bossi (1 anno e 10 mesi) diventerebbero definitive e con esse anche la confisca dei 49 milioni di euro spariti dalle casse della Lega.

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