Open Arms: "Entreremo in Italia se dovessimo avere seri problemi a bordo"

La nave Open Arms si trova ormai da sei giorni nel Mediterraneo in attesa di un porto sicuro in cui attraccare per far sbarcare i 121 migranti soccorsi al largo della Libia lo scorso 2 agosto, ma dopo il no secco di Malta lo stallo continua e i problemi a bordo rischiano di farsi sempre più seri.

La soluzione più ovvia, vista la posizione della nave, sarebbe quella di dirigersi verso l'Italia, ma anche in questo caso c'è il muro alzato dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Oggi, però, il fondatore della ong spagnola Proactiva Open Arms, Oscar Camps, ha spiegato che la nave è pronta ad arrivare in Italia se la situazione a bordo peggiorerà:

Entreremo in italia se avremo problemi gravi a bordo.

Il comandante della nave, insomma, si prepara ad ogni possibile soluzione, inclusa l'opzione di forzare il blocco in Italia e raggiungere la costa, qualunque siano le conseguenze. E il "capitano" Matteo Salvini, oggi impegnato in Senato per le mozioni sul Tav Torino-Lione, ha già tuonato ancora una volta contro Open Arms:

Avrebbe avuto tutto il tempo per raggiungere la Spagna, il paese della ong, che ha dato la bandiera alla nave e dove alcuni sindaci si sono esposti a favore dell'accoglienza. Ma forse questi signori vogliono fare solo una provocazione politica: evidentemente la vita delle persone a bordo non è la loro vera priorità, ma vogliono a tutti i costi trasferire dei clandestini nel nostro Paese. Si ricordi, la Open arms, che per lei le acque territoriali italiane sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave.

Al momento la nave si trova tra Malta e le isole italiane di Lampedusa e Linosa.

Quinto giorno in mare senza un porto sicuro.
Malta ha negato lo sbarco, l'Italia non risponde. Che l'Europa si assuma le...

Posted by Open Arms Italia on Tuesday, August 6, 2019
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