Tav, Zingaretti: "Conte vada da Mattarella". Ma il PD litiga anche su come ha votato in Senato... (VIDEO)

Secondo Zanda e Calenda bisognava uscire dall'aula al momento del voto.


Il segretario del PD Nicola Zingaretti, dopo il voto di oggi in Senato sulle mozioni sulla Tav che ha confermato la totale spaccatura in seno al governo giallo-verde, ha scritto in una nota:

"La seduta del Senato ha dimostrato in maniera assolutamente evidente che il governo non ha più una maggioranza. Il presidente Conte si rechi immediatamente al Quirinale dal presidente Mattarella per riferire della situazione di crisi che si è creata. L'Italia ha bisogno di lavoro, sviluppo, investimenti e ha bisogno di un governo che si dedichi a questo e non ai giochi estivi di Salvini e Di Maio contro gli italiani"

Secondo il PD serve un passaggio formale da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che dovrebbe riferire in Parlamento.

Tuttavia il PD ha ancora problemi interni, infatti ha litigato anche su come ha votato oggi in Senato. Il tesoriere Luigi Zanda, a voto concluso, ha detto:

"Sono a favore della Tav ma ho votato per disciplina del gruppo, perché politicamente sarebbe stato molto più utile uscire dall'Aula. Uscire poteva aiutare a fare emergere con più forza l'incompatibilità ormai conclamata tra Lega e M5s: c'erano ministri della Lega da una parte e M5s dall'altra. Ma sarebbe stato utile uscire anche per noi perché non mi è piaciuto vedere il voto Pd accostato a Lega, FI e FdI"

Già stamattina l'europarlamentare Carlo Calenda aveva detto la stessa cosa, ossia che bisognava uscire dall'aula e su Twitter, rispondendo a un follower, ha scritto:

"Le opposizioni vogliono tenersi il governo. Basta che poi non ci si lamenti tutti i giorni per la distruzione del paese e dello Stato di diritto. Ci rivediamo dopo il lungo intervallo, finiti i #popcorn"

Il riferimento ai pop corn è ovviamente una battuta indirizzata ai "renziani". Infatti, proprio perché nel gruppo del PD al Senato i renziani sono in maggioranza, Zingaretti ha preferito lasciare la libertà di decidere come procedere, altrimenti anch'egli avrebbe preferito far uscire i suoi dall'aula, in modo da sottolineare il contrasto tra Lega e M5S.

Invece pare che la strategia da adottare in aula, ossia votare sì alle mozioni a favore della Tav e no a quella del M5S, sia stata scelta proprio in base alle indicazioni di Matteo Renzi, nel frattempo tornato dagli Stati Uniti.

Zingaretti su Conte da Mattarella e liti interne PD

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