Salvini: "Qualcosa si è rotto con Conte e Di Maio". Voto a ottobre?

Fonti Lega parlano di nuove elezioni il 6 o il 13 ottobre 2019.

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ieri sera, dal palco di Sabaudia, non ha nascosto che nel governo Lega-M5S c'è aria di crisi, infatti, pur affermando che non gli uscirà "mai una parola negativa su Di Maio o Conte, ha anche ammesso che "qualcosa si è rotto negli ultimi mesi".

Ieri Salvini ha parlato con Conte a Palazzo Chigi, ma non si sa ancora di cosa. C'è chi ipotizza che abbia chiesto dei ministeri, in particolare che pretenda le dimissioni di alcuni ministri pentastellati come Danilo Toninelli (Infrastrutture e Trasporti), su tutti, ma anche Elisabetta Trenta (Difesa), Giulia Grillo (Salute) e addirittura Giovanni Tria (Economia), ma è probabile che non sia abbastanza coraggioso da accaparrarsi il ministero del Tesoro, visto che l'Italia è attesa da una complicatissima manovra economica.

Tuttavia non è detto che alla nuova manovra si arrivi con questo governo, visto che proprio fonti vicine alla Lega ieri già parlavano di un possibile ritorno alle urne già a ottobre, il 6 o il 13. Intanto sul palco, ovviamente, Salvini non svela le carte e ripete i soliti mantra, da "non mi interessano rimpastini o rimpastoni" a "non voglio altre poltrone per la Lega" e via dicendo.

Ogni tanto si è anche lasciato scappare delle incertezze come quando ha detto: "Domani sera sarò a Pescara, se non succedono robe strane nel frattempo" oppure "Dopo la Sicilia saremo a Roma magari per fare qualche chiacchierata, ci siamo capiti".

Poi Salvini ha fatto capire di non voler sostenere una misura a cui, invece, Di Maio tiene moltissimo, quella sul salario minimo, e ha detto a tal proposito:

"Non si possono garantire reddito di cittadinanza a tutti e salario minimo, prima bisogna dare lavoro, creare ricchezza, sennò cosa ridistribuisci?"

Mentre sulla manovra economica ha affermato:

"Vogliamo una manovra economica di sostanza e ambiziosa, la battaglia che sarà pesantemente presente - e a Bruxelles possono dire quello che vogliono - sarà per i 4 milioni di disabili che sopravvivono con 250 euro al mese, è una vergogna"

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