Crisi di governo. Di Maio: "Votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto"

Luigi Di Maio su sicurezza a Roma

Il Ministero dell'Interno Matteo Salvini ha ufficializzato la crisi di governo dopo un'ora di colloquio a Palazzo Chigi col Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, rimasto in silenzio per tutta la giornata odierna, ha affidato a Facebook la propria posizione ufficiale e ha lanciato un appello a non far crollare subito il governo, almeno non prima di aver portato a compimento il taglio dei parlamenti già avviato.

Di Maio parla chiaro, ma evita accuratamente di chiamare il leader della Lega col proprio nome:

Qualcuno vuole che il governo cada oggi, 8 agosto. Bene, noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non ci è mai interessato nulla, ma una cosa è certa: quando prendi in giro il Paese e i cittadini prima o poi ti torna contro. Prima o poi ne paghi le conseguenze.

Dopo la critica passiva-aggressiva al collega vicepremier, Di Maio spiega il perchè secondo lui si dovrebbe prima attuare il taglio e poi andare al voto subito dopo:

C'è una riforma a settembre, fondamentale, che riguarda il taglio definitivo di 345 parlamentari. E' una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e facciamo risparmiare agli italiani mezzo miliardo in 5 anni. Soldi che possono essere usati per le scuole, gli ospedali, le strade e non per gli stipendi dei politici.
Per tornare al voto bisogna comunque passare per il Parlamento. Una volta che si passa per il Parlamento e si riaprono le camere, cogliamo anche l'opportunità per fare subito questa riforma, senza aspettare settembre.

E infine l'appello a tutte le forze politiche in Parlamento:

Domani scadono i tre mesi necessari dall'ultimo voto già espresso alla Camera dei Deputati, quindi ogni finestra è buona per approvare la legge e rendere il Parlamento più efficiente e meno affollato. Poi ridiamo subito la parola agli italiani. Il mio è un appello a tutte le forze politiche: votiamo il taglio di 345 poltrone e poi voto.

Questo, va da sé, non è quello che vuole Matteo Salvini, così come Salvini non vuole neanche che entri in vigore la prescrizione che tanto si era adoperato per far slittare. Di Maio, però, è ormai fuori dai giochi e non può più avanzare alcuna richiesta. O almeno non può sperare che il "capitano" ascolti le sue parole.

Qualcuno vuole che il governo cada oggi, 8 agosto. Bene, noi siamo pronti, della poltrona non ci interessa nulla e non...

Posted by Luigi Di Maio on Thursday, August 8, 2019

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