Il “pellegrinaggio” leghista a Mosca: dati di viaggio cancellati dalle autorità?


L’affaire Lega-Russia o Moscopoli che dir si voglia è sparito dalle prime pagine dei giornali, tra vacanze d’agosto e crisi di governo. Gianluca Savoini, il leghista al centro del cosiddetto Russiagate all’italiana, ex portavoce di Matteo Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia, è indagato per corruzione internazionale in merito ai presunti finanziamenti russi al Carroccio (tramite una sospetta compravendita "fittizia” di petrolio) per la campagna elettorale della Lega alle Europee.

Il giornale investigativo Bellingcat è ritornato sulla questione con un lungo post di approfondimento sui numerosi viaggi di Savoini in Russia (di cui a suo tempo abbiamo informato anche noi). Il post si intitola “Il pellegrinaggio della Lega a Mosca”. Savoini, definito “uno stretto collaboratore del vice primo ministro italiano Matteo Salvini”, avrebbe preso parte secondo le accuse ai negoziati “per la canalizzazione clandestina di finanziamenti russi alla Lega Nord” come venuto fuori da un’inchiesta dell’Espresso “confermata” da un audio di Buzzfeed News.

Negoziati che sarebbero stati finalizzati a una serie di transazioni di esportazione di petrolio fittizio per poi girare “decine di milioni di euro per la campagna elettorale della Lega Nord al Parlamento europeo”.

L’incontro “incriminato”, tenutosi 18 ottobre 2018, presso l'hotel Metropol di Mosca, ha coinvolto Savoini e altre cinque persone, tre russi e due italiani; dopo l’audio diffuso da BuzzFeed, la procura di Milano ha annunciato di aver indagato Savoini. Gli italiani che hanno preso parte all’incontro - un avvocato internazionale e consulente bancario - hanno detto che sì, ci sono stati dei colloqui al Metropol, ma che nessun accordo è mai stato stretto.

Numero straordinario di viaggi a Mosca

Ora un’indagine congiunta di Bellingcat, BuzzFeed News e del partner investigativo russo The Insider, spiega che Savoini ha effettuato “un numero straordinario di viaggi a Mosca negli ultimi cinque anni” spesso volando in un giorno e rientrando quello seguente. Come un pendolare.

Savoini avrebbe effettuato, secondo i dati pubblicati da Bellingcat, almeno 14 viaggi in Russia nel solo 2018 e altri tre nei primi tre mesi di quest’anno: “In alcuni dei viaggi, Savoini era accompagnato da un altro funzionario della Lega Nord, attualmente consigliere retribuito del governo italiano”. Non solo: “Sembra che il record di viaggi di entrambi gli italiani sia stato eliminato dalle banche dati del governo russo”.

Un database gestito dal Ministero degli Interni russo che tiene in considerazione le carte di atterraggio obbligatorie che vanno compilate da tutti gli stranieri che arrivano nel paese: ogni straniero deve essere registrato nel database centrale, insieme ai suoi dati di viaggio, indicando chi lo ha invitato, i dettagli del visto, i dati del passaporto, l’ora di entrata e uscita.

L'assenza di tali dati per Savoini e D'Amico “implica che all'arrivo hanno costantemente ricevuto un trattamento speciale come ad esempio essere incontrati da funzionari del governo o dei servizi segreti e canalizzati senza passare attraverso le formalità regolari di immigrazione. Oppure con le informazioni dei viaggi successivamente cancellate dal database”.

Savoini è stato a Mosca nelle sette settimane precedenti l'incontro del 18 ottobre e ha fatto altre visite in Russia nelle settimane immediatamente successive ai colloqui al Metropol. I dati, specifica Bellingcat, provengono dall'analisi dei registri delle prenotazioni di voli, con riferimenti incrociati con l’attività sui social media. “Non si sa chi abbia pagato i voli… o se il vice primo ministro italiano Matteo Salvini fosse a conoscenza delle visite”.


Secondo i dati Savoini è volato dall’Italia a Mosca almeno cinque volte nel 2015, nove volte nel 2016, sette volte nel 2017 e almeno 14 nel 2018 proseguendo con altre 3 visite in Russia fino a marzo di quest’anno. Già La Repubblica aveva riferito a luglio che Savoini ha incontrato a Roma Aleksandr Dugin, noto ideologo di destra e analista politico russo, il 25 settembre dello scorso anno. Savoini, secondo il quotidiano romano, era a Mosca il giorno precedente: “Non si parlava di politica - dicono - ma di organizzare una “mostra di artisti eurasiatici” in Italia.



Savoini sarebbe anche stato fotografato a Mosca con Dugin il 17 ottobre, il giorno prima dell’incontro al Metropol, e nella registrazione audio dell'incontro si può sentire dire agli altri italiani che "Aleksandr" aveva parlato di Savoini come dell’uomo del “collegamento totale” tra italiani e russi, affermazione che sarebbe indirettamente confermata da un memorandum informativo sull'estrema destra europea, trapelato durante un hack del 2015 della cassetta di posta elettronica di un collaboratore di Dugin. Savoini verrebbe descritto come l'ideologo italiano chiave della nuova destra che “sostiene l’ortodossia, Putin e la Russia”.

Salvini, Savoini e D’Amico in Russia

Savoini e Salvini avrebbero viaggiato insieme in Russia, in tre viaggi in rapida successione tra ottobre 2014 e febbraio 2015 e poi ancora a novembre 2016 e marzo 2017 per firmare un accordo di partnership anche con il partito United Russia di Vladimir Putin. "Savoini e Salvini hanno anche viaggiato insieme - in violazione della legge ucraina - fino all'annessione della Crimea, nel 2014 e 2016”.

Salvini e Savoini, sempre secondo Bellingcat, in uno dei viaggi in Crimea furono raggiunti da Claudio D’Amico “entrato a far parte del team di Salvini lo scorso agosto”. D’Amico è stato in Russia almeno due volte nel 2018 e altre due volte quest'anno. Ma nessuna informazione collega D’Amico alla riunione del Metropol “anche se ha viaggiato sullo stesso volo con Savoini sia da e per Mosca durante quel viaggio di ottobre”.

Il giornale investigativo spiega che “Non vi è alcuna garanzia che Savoini e D'Amico salgano su tutti i voli su cui sono stati prenotati, ma la loro abbondante attività sui social media li colloca in Russia, spesso insieme, in molte di queste date. Esiste anche la possibilità che vi siano brevi lacune nel set di dati, poiché nel periodo analizzato i due uomini hanno utilizzato passaporti diversi. Inoltre, non è noto chi abbia effettuato le prenotazioni e pagato i biglietti”.

Nel 2016 Savoini e D'Amico avevano co-fondato una società di consulenza in Russia, la Orion. D’Amico dichiarò di essere il direttore della società nel 2018, società che sarebbe “apparentemente in contrasto di interessi con il consiglio locale dove lavora in Italia.”.

Salvini, Savoini e D’Amico, “consigliere strategico della Lega per gli affari internazionali dall’agosto dello scorso anno” secondo il Corriere della Sera il giorno prima dell'incontro al Metropol, il 17 ottobre, avevano cenato in un ristorante di Mosca chiamato Ruski con i capi di Confindustria Russia che 24 ore prima avevano partecipato a un evento con il leader della Lega.

Salvini, ricorda Bellingcat, non partecipò alla riunione del Metropol, tornando in Italia proprio il 18 ottobre. Sia Savoini che D'Amico parteciparono invece agli incontri ufficiali di Salvini con il ministro degli Interni russo Vladimir Kolokoltsev lo scorso luglio, ancora prima che D'Amico si unisse ufficialmente allo staff di Salvini.

Il ministro italiano ha negato a lungo che Savoini fosse un membro della sua delegazione ufficiale a Mosca quel luglio ma “queste smentite sono state direttamente contraddette dal primo ministro italiano Giuseppe Conte durante un dibattito parlamentare sulla riunione del Metropol del mese scorso. Il primo ministro ha riferito ai parlamentari che Savoini era nella delegazione ufficiale di Salvini nella capitale russa”.

Salvini com’è noto ha finora rifiutato di recarsi in parlamento per rispondere sul caso Metropol, ma ha sempre negato con forza di aver mai ricevuto per la Lega anche solo un rublo da Mosca.

Savoini con Salvini in Russia

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO