Salvini chiede "pieni poteri" agli italiani. Nessuno ha pieni poteri in democrazia

Il leader della Lega Matteo Salvini in questi giorni è un fiume in piena e mai questo in questo momento è alla ricerca di consensi in vista di un voto il prima possibile per capitalizzare al meglio quello che dicono i sondaggi. Salvini sa bene che il tempo stringe e che attendere ancora qualche mese, con l'aumento dell'IVA pronto a scattare a fine anno e la legge di bilancio da approvare entro il 31 dicembre 2019, significherebbe perdere preziosi consensi.

Il premier Conte è stato chiarissimo: la volontà di far cadere il governo è stata di Matteo Salvini e quello che succederà in Italia nei prossimi mesi sarà da attribuire solo ed esclusivamente leader della Lega in pieno delirio di potere. Quanto dichiarato a margine del comizio a Pescara ne è l'esempio più evidente: "Chiedo agli italiani, se ne hanno voglia, di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo senza rallentamenti e senza palle al piede".

Cosa significa "pieni poteri"? Cosa intende Matteo Salvini possiamo immaginarlo senza particolari sforzi, ma quello che Salvini finge di ricordare è che nessuno, in una democrazia parlamentare come l'Italia, può avere "pieni poteri". Un dittatore ha pieni poteri, un Presidente del Consiglio non ha pieni poteri, un Ministro dell'Interno non ha pieni poteri, così come non li ha un Presidente della Repubblica o una qualsiasi altra carica governativa.

Le parole sono importanti e l'ultima persona che in Italia aveva parlato di "pieni poteri" è riuscito nel suo obiettivo. Era il 16 novembre 1922 quando Benito Mussolini, nel suo primo intervento da Presidente del Consiglio incaricato, disse chiaramente:

Chiediamo i pieni poteri perché vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete bene che non si farebbe una lira di economia. [...] Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di valorose collaborazioni, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito, il Paese ci conforta e attende, e non gli daremo ulteriori parole, ma fatti.

Pochi anni dopo ci fu un altro che riuscì ad ottenere pieni poteri. Nel 1933 il parlamento tedesco adottò il decreto dei pieni poteri e anche in questo caso sappiamo bene quali furono le conseguenze. Ora, neanche 97 anni dopo da quel discorso di Benito Mussolini, il Ministro dell'Interno italiano strizza l'occhio a quelle parole e chiede agli italiani pieni poteri, ben consapevole di come funzioni una democrazia.

Qualcuno dirà che le parole di Matteo Salvini sono state fraintese, ma se vediamo come il leader della Lega si è comportato in questo anno di governo gialloverde qualche campanello d'allarme non può che scattare. Salvini, forte del ruolo di Ministro dell'Interno e di vicepremier, non ha fatto altro che intervenire più o meno indisturbato al di là delle sue competenze.

Salvini ha indossato il cappello del Ministro dei Trasporti, quello del Ministro del Lavoro, quello del Presidente del Consiglio e quello del Ministro della Difesa, senza contare quanto i ministri in quota Lega abbiano seguito alla lettera il volere del loro "capitano". Il leader della Lega, a conti fatti, ha già spadroneggiato a sufficienza durante la sua permanenza nell'esecutivo gialloverde e quando gli alleati di governo hanno iniziato a frenare il suo delirio di potere ha prontamente staccato la spina.

Un governo di centrodestra permetterebbe a Matteo Salvini di avere, seppur non in modo conclamato, i pieni poteri che tanto desidera. Chi oserebbe bloccargli la strada se non la debole opposizione in Parlamento?

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