Crisi di governo, aumento Iva più vicino. Il conto? Stangata da 541 euro a famiglia

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Ad aprile scorso il ministro dell’Economia Giovanni Tria spiegava che in assenza di alternative, senza trovare i 23,1 miliardi necessari, a gennaio 2020 sarebbe scattato l’aumento dell’Iva. Ora la crisi di governo rende questo scenario altamente probabile, perché considerati i tempi tecnici che passeranno tra la parlamentarizzazione della crisi, nuove elezioni e formazione del nuovo governo, sarà difficile scongiurare l'attivazione delle clausole di salvaguardia.

Se scattasse l’aumento, l’Iva standard salirebbe di oltre 3 punti, dal 22% al 25,2%. Dal 10 al 13% salirebbe invece l'imposta ridotta. Il tutto per un costo medio di 541 euro in più a famiglia all'anno, secondo le stime del Sole 24 Ore.

L’aumento dell'Iva andrebbe a pesare di più sui nuclei con due figli che arriverebbero a spendere 756 euro in più all’anno, mentre le famiglie con tre o più figli pagheranno 736 euro in più. A essere meno colpiti dall’incremento saranno i single over 65, per un aggravio di spesa comunque di 285 euro l’anno.

Un aumento dell’Iva, mettono in guardia gli economisti, avrebbe un effetto recessivo sui consumi e potrebbe far aumentare l’evasione fiscale. Per evitare il salasso sulle famiglie e gli effetti negativi dell’aumento sull’economia, servirebbero pesanti tagli di spesa o nuove tasse oppure ancora un allargamento delle maglie del deficit, con il rischio di incorrere nella procedura d’infrazione Ue.

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