Lombardi (M5S): "Salvini deve capire che il Parlamento non è ai suoi ordini"

Roberta Lombardi

Matteo Salvini sembra aver già iniziato a fare prove di regime e dà ordini a destra e a manca, ma quello che il leader della Lega sembra dimenticare è che, al di là di quello che dicono i sondaggi e al di là del suo comportamento da bullo che il Movimento 5 Stelle ha in qualche modo autorizzato e supportato per mesi, è stato eletto col 17% delle preferenze e quella è la percentuale di potere che la Lega può vantare in questo momento.

Giusto ieri il Presidente della Camera Roberto Fico aveva ripreso il Ministro dell'Interno sottolineando che convocare le Camere spetta solo e soltanto ai Presidenti di Camera e Senato e nessun altro. Oggi a rincarare la dose ci ha pensato la storica dirigente del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, capogruppo in regione Lazio, che ha ricordato a Matteo Salvini che "il Parlamento non è ai suoi ordini".

Siamo stati coerenti, ma non siamo fessi. Se Salvini vuole subito il voto, deve capire che il Parlamento non è ai suoi ordini. [...] Per l’affermazione elettorale di una forza politica che in Parlamento conta il 17%, ma vuole contare di più, avremo l’iva al 25%. Deve essere chiaro che se si va al voto a ottobre, il primo effetto dell’ingordigia di Salvini sarà questo.

Lombardi è d'accordo col PD quando sostiene che la mozione di sfiducia nei confronti di Matteo Salvini, presentata dal Partito Democratico e già calendarizzata per la metà di settembre, dovrà avere la priorità su quella presentata l'altro giorno dalla Lega contro il premier Giuseppe Conte:

Era già incardinata ed è giusto sia discussa subito. Solo una volontà politica maggioritaria nella capigruppo potrebbe invertire l’ordine, ma dovrebbero volerlo i 5 stelle. Sarebbe folle. Nonostante ci sia qualcuno che vorrebbe piegare legge, Parlamento e organi istituzionali alla sua smania di poltrone.

Salvini, ha spiegato Lombardi, "vuole la moglie ubriaca e la botte piena":

Mandare l’Iva al 25%, rimanere ministro dell’Interno, cioè colui che dovrebbe garantire il regolare svolgimento delle elezioni. Per poi vincerle. Anche meno.

Matteo Salvini, intanto, continua il suo tour nel sud Italia a caccia di consensi e ribadisce la sua richiesta di voto immediato ogni volta che qualcuno gli mette un microfono in mano.

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