Crisi di governo, ecco tutti i provvedimenti bloccati dalla decisione di Matteo Salvini

Negli ultimi mesi il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto di tutto per spingere il Movimento 5 Stelle a staccare la spina all'esecutivo gialloverde, ma Luigi Di Maio ha tenuto la testa abbassata a lungo e non ha fatto un passo indietro quando Salvini ha chiesto di non essere processato. Non l'ha fatto quando Salvini ha convocato le parti sociali scavalcando il premier Giuseppe Conte e lo stesso Di Maio. Non l'ha fatto quando c'era da approvare il discusso decreto sicurezza bis e non l'ha fatto quando si è preso la responsabilità dello sblocco dei fondi per le infrastrutture.

Di Maio non ha fatto un passo indietro neanche dopo tutti gli insulti ricevuti pubblicamente e le dure critiche nei confronti dei Ministri pentastellati. Non l'ha fatto quando Salvini ha vestito i panni del Ministro della Difesa né quando ha provato a vestire quelli di Giuseppe Conte. E non l'ha fatto neanche dopo il voto sul Tav Torino-Lione in Senato. Di Maio ha resistito fino all'ultimo e ha lasciato a Salvini il compito di staccare la spina del momento peggiore.

Sì, perchè se è chiaro che la decisione del Ministro dell'Interno è stata dettata solo ed esclusivamente dai sondaggi che lo danno in vantaggio come mai prima d'ora, è altrettanto evidente che far saltare il governo in questo momento significa interrompere tutta una serie di misure e provvedimenti che l'esecutivo gialloverde stava delineando ed approvando, a partire dal taglio dei 345 parlamentari ormai in dirittura d'arrivo.

La decisione di Matteo Salvini bloccherà sul nascere la riforma della giustizia scritta dal Ministro Bonafede, apertamente criticata dal leader della Lega, ma impedirà anche la nascita della commissione d'inchiesta sui crack bancari che era stata promessa. La mossa di Salvini taglierà le gambe anche ai passi in avanti che erano stati fatti per tutelare i rider, ma anche alle misure per garantire l'occupazione nello stabilimento di ArcelorMittal a Taranto e la questione legata alla Whirpool.

Salterà anche il salario minimo, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, che era in via di definizione, così come salterà la revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia alla holding della famiglia Benetton, la Atlantia.

Non solo. Secondo Carlo Sibilia, sottosegretario all’Interno, e Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali, la decisione di Matteo Salvini di staccare la spina avrà un impatto negativo anche sulla polizia locale a cui il leader leghista ha sempre dimostrato di voler dedicare tanta attenzione:

È bene che lo sappiano gli operatori del settore, chi ogni giorno lavora per la nostra sicurezza. [...] A causa di una scelta irresponsabile saltano per la polizia locale, tra le altre nostre proposte, il riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti e l’istituzione di una specifica classe di rischio equivalente al trattamento previsto per gli appartenenti alle forze di polizia statali. Richieste fatte da decenni e finalmente da noi ascoltate. Evidentemente questo al ministro dell’Interno non interessa e nella sicurezza rimarranno operatori di serie A e operatori di serie B.

Resterà, invece, e forse anche per questo motivo Matteo Salvini sta premendo così tanto per il voto il prima possibile, la riforma della prescrizione che il leader leghista aveva tanto osteggiato ed era riuscito addirittura a far slittare di qualche mese. Senza alcun intervento, quindi, a partire da gennaio 2020 la riforma entrerà in vigore e i termini della prescrizione si interromperanno automaticamente dopo la sentenza di primo grado.

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