Franceschini: "Discutiamo senza rancore, serve un PD unito sotto la guida di Zingaretti"

L'ex ministro dei Beni Culturali commenta la nuova apertura dei renziano.

Dario Franceschini

In casa PD sono inevitabilmente arrivate le reazioni all'intervista che Matteo Renzi ha rilasciato al Corriere della Sera e all'appello che ha fatto via Twitter, chiedendo il sostegno a un governo istituzionale. C'è anche chi prova a fare il mediatore tra l'anima renziana del partito e quella vicina al nuovo segretario Nicola Zingaretti. Si tratta di Dario Franceschini, che è stato ministro dei governi Renzi e Gentiloni e che è stato uno dei principali sostenitori del governatore del Lazio nelle primarie dei Dem di quest'anno.

Questa mattina Franceschini ha scritto su Twitter:

"Dopo l’intervista di Matteo Renzi invito tutti nel Pd a discutere senza rancori e senza rinfacciarsi i cambiamenti di linea. Io lo farò. Anche perché in un passaggio così difficile e rischioso, qualsiasi scelta potrà essere fatta solo da un Pd unito e con la guida del Segretario"

Ricordiamo che proprio lui aveva ipotizzato un'apertura ai 5 Stelle nel recente passato, venendo poi messo a tacere dai renziani, che, invece, sono sempre stati contrari. Per questo ora invita tutti a pensare a quali siano le vere priorità e a pensare a quale sia la soluzione migliore in questa fase complicatissima, visto che, a quanto pare, è lo stesso Renzi a essere pronto a fare un parziale cambio di direzione.

La priorità, come ha detto Renzi, è di non far scattare le clausole di salvaguardia e dunque posticipare le elezioni invocate da Matteo Salvini. Tuttavia l'idea di un governo PD-5S non piace a nessuno, tanto che oggi l'hashtag #senzadime è primo tra i trend topic su Twitter.

L'unica cosa che si può fare è aspettare le decisioni del Presidente Sergio Mattarella, è a lui che spetta l'arduo compito di trovare il bandolo di questa incasinatissima matassa.

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