Crisi di governo, oggi la Capigruppo in Senato. Casellati: "Senza l'unanimità, sarà l'Aula a decidere"

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha messo le mani avanti a poche ore dall'avvio della conferenza dei capigruppo al Senato, chiamata oggi a fissare la data del dibattito e del voto sulla mozione di sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte presentata dalla Lega.

Saranno i capigruppo oggi a dover trovare un accordo, ma se non ci sarà l'unanimità sarà l'Aula del Senato a decidere e non la stessa Casellati come vociferato in un primo momento:

La convocazione dell'Assemblea, nell'ipotesi in cui il calendario dei lavori non venga approvato in capigruppo all'unanimità, non costituisce forzatura alcuna, ma esclusivamente l'applicazione del regolamento. L'art. 55, comma 3, prevede infatti che sulle proposte di modifica del calendario decida esclusivamente l'Assemblea, che è sovrana. Non il presidente, dunque.

Senato, i Presidenti dei Gruppi parlamentari

La mozione contro Giuseppe Conte sbarca al Senato

È stata convocata per le 16 di oggi la conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del Senato chiamata a decidere quando si dovrà votare la mozione presentata dalla Lega per sfiduciare il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, primo vero passo verso il crollo dell'esecutivo gialloverde voluto da Matteo Salvini.

Domani, invece, saranno i presidenti dei Gruppi parlamentari alla Camera e riunirsi per decidere quando convocare a Roma i deputati e per fare cosa, se discutere quanto prima anche la mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico contro Matteo Salvini e già calendarizzata per il prossimo settembre.

Almeno per quanto riguarda la mozione di sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte, Matteo Salvini sta facendo pressioni affinché si voti già il 14 agosto, dopo domani, ma sembra più probabile che si vada a finire almeno alla prossima settimana, dopo ferragosto. A decidere, anche se Matteo Salvini dà indicazioni come se fosse tutto sotto il suo comando, servirà la maggioranza dei Gruppi Parlamentari.

Oltre alla data della calendarizzazione, però, bisogna anche fare i conti del voto vero e proprio. Ipotizzando che tutti i 315 senatori tornino in aula per partecipare alla votazione, i numeri sono sempre gli stessi e ora che l'alleanza Lega-M5S è saltata, Matteo Salvini non può più contare sui pentastellati.

E così, dati alla mano, il leader della Lega potrà contare senza dubbio sul voto dei 58 senatori leghisti e dei 18 senatori di Fratelli d'Italia per un totale di 76 voti a cui se ne aggiungeranno almeno una parte di Forza Italia - ed è per questo che Salvini sta premendo per incontrare quanti prima Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni - ma dall'altra parte ci saranno i 51 senatori del Partito Democratico e i 107 del Movimento 5 Stelle, per un totale di 158.

Anche se i 62 senatori di Forza Italia decidessero di giurare fedeltà a Matteo Salvini, il centrodestra arriverebbe a 138 voti a favore della mozione, venti in meno rispetto a PD e M5S messi insieme. Restano poi gli 8 senatori per le Autonomie e i 15 del Gruppo Misto.

senato approva legge voto di scambio

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