La crisi di governo crea una frattura nel PD: Renzi sfida Zingaretti

Quando il gioco si fa duro, i duri smettono di litigare”. Lo diceva ieri l'ex premier Paolo Gentiloni, invitando il Partito Democratico a restare unito, ma già oggi è evidente che il PD è pronto a spaccarsi in due.

Da un lato c'è il nuovo segretario Nicola Zingaretti, pronto ad andare subito al voto come chiesto dal leader leghista Matteo Salvini. Dall'altro c'è l'ex premier Matteo Renzi, tornato violentemente alla carica approfittando della crisi di governo. I due si trovano ora su posizione opposte e questo non potrà che portare enormi vantaggi a quel Salvini che tanto vogliono contrastare.

Matteo Renzi sarebbe pronto a dare vita ad un nuovo gruppo parlamentare chiamato Azione Civile e a portarsi dietro una bella fetta dei parlamentari del Partito Democratico. L'obiettivo? Un governo di transizione guidato da una figura neutrale e di stampo tecnico che potrebbe guidare il Paese fino al 2023, scadenza naturale dell'attuale legislatura.

Quello che conta, per Matteo Renzi, è non andare subito al volo ed attendere il naturale calo dei consensi di Matteo Salvini, che in queste ore si sta già organizzando con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per andare al voto uniti e formare così un governo di centrodestra in grado di essere autonomo e durare a lungo.

In tutto ciò, però, le varie figure politiche non stanno facendo i conti col Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ora in vacanza alla Maddalena in attesa di capire cosa succederà in Parlamento nelle prossime ore.

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