Vittoria, Salvini incontra i genitori dei 2 bambini uccisi dal suv. I contestatori: "Sciacallo"

Matteo Salvini oggi ha scritto una nuova pagina nel libro della sua incessante campagna elettorale permanente. Il Ministro dell'Interno ha infatti deciso di incontrare i genitori di Simone e Alessio, i due cuginetti di Vittoria che sono stati travolti e uccisi l'11 luglio scorso da un suv guidato da un pregiudicato.

L'incontro si è tenuto in forma privata, con Salvini che ci ha tenuto a puntualizzare di averli voluti incontrare da "papà e non da ministro". Poi, però, il leader leghista ha colto l'occasione per mostrarsi commosso davanti ai giornalisti presenti nella cittadina ragusana per documentare la sua visita nella città.

Ai cronisti ha raccontato di aver regalato ai genitori una medaglietta sacra della Madonna di Medjugorie, promettendo loro che si sentiranno "ogni settimana".

Poi il Ministro ha aggiunto: "Spero solo che questo doppio sacrificio svegli la comunità, perché qui c'è una connivenza, una omertà, una paura, un silenzio che ho trovato in poche altre zone di Italia. Sono stato a Locri, a Corleone ma non ho trovato questi silenzi bisogna dare coraggio a chi rispetta le regole. Me ne occuperò appena torno al ministero. Qua c'è da portare via pure le ultime mutande a questi delinquenti. Se non reagisce la comunità, non servono neppure 500 poliziotti in più. Ma se poi per paura gli appalti li dai a questi delinquenti, come i trasporti e i funerali, non serve. Ma ho dato la mia parola ai genitori di Alessio e Simone che ci sentiremo ogni settimana e che verrò spesso a Vittoria. Tornerò con in dote forze dell'ordine ma nella coscienza delle persone non posso entrare"

Questa sua iniziativa a fini propagandistici - viceversa non sarebbe stata annunciata e tanto meno raccontata, con tanto di foto pubblicate sui social - è stata contestata da un gruppo di persone che gli ha gridato "sciacallo" all'uscita dal Municipio, dove Salvini ha incontrato i commissari del Comune.

Un centinaio di persone ha poi organizzato un flash mob. Tutti erano in silenzio ed erano vestiti di bianco; la loro protesta è consistita nell'esposizione di uno striscione con su scritto 'Il dolore non è propaganda'.

Andrea Gentile, promotore della protesta, ha spiegato le ragioni di questa iniziativa: "Per noi non si fa propaganda sul dolore di due genitori, non si fa sciacallaggio mentre ci sono 150 persone ancora in mare. Non è consentito sentir dire che lei vuole prender i 'pieni poteri' come Mussolini".

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