Crisi di Governo, Zingaretti: "Ora battaglia politica". Alle 16:30 parla Renzi

Tante idee diverse ed anche piuttosto confuse. È questo, in sintesi, il momento che sta vivendo il Partito Democratico che è riuscito a mettersi al centro della crisi di Governo pur trovandosi all'opposizione. Il voltafaccia di Salvini nei confronti dei 5 Stelle ha fatto scatenare le varie componenti del PD. Renzi, da sempre nemico giurato dei 5 Stelle, ha iniziato subito a parlare di voler appoggiare un Governo Istituzionale, scavalcando ancora una volta il segretario Zingaretti che invece non sembra avere le idee chiarissime sul da farsi, forse anche giustamente visto che non c'è ancora stato il voto di sfiducia né tanto meno alcuna consultazione da parte del Colle.

Il segretario del Pd questa mattina ha dedicato un pensiero agli attivisti del suo partito, ribadendo che ora è arrivato il momento della battaglia politica e dell'unità: "Il Governo ha fallito, sta entrando in crisi e quindi le nostre ragioni erano quelle giuste. Ora comunque vada è il momento della battaglia politica, quindi grazie a chi si sta organizzando. Io sono in giro per le feste come altri dirigenti per difendere questo paese. Ora è il momento dell'unità e dell'allargamento delle forze per farci trovare pronti a qualunque evenienza".

Questo ennesimo appello all'unità doveva servire, forse, anche ad invitare i vari esponenti del suo partito ad attendere l'evolversi della situazione e quindi ad aspettare indicazioni da parte della segreteria.

Qualora fosse stato questo il suo intento, non si può certo parlare di missione compiuta. Per iniziare Matteo Renzi ha annunciato una conferenza stampa per le 16:30 proprio per parlare della crisi di Governo e forse, chissà, anche del suo futuro e di quello dei suoi fedelissimi.

Goffredo Bettini, in barba allo slogan "no ad accordicchi" lanciato da Zingaretti nei giorni scorsi, ha parlato attraverso le pagine del Corriere della Sera ed ha bocciato l'idea di un Governo Istituzionale lanciata da Renzi, ma ha aperto ad una possibilità di una trattativa per formare un Governo politico con i 5 Stelle. Difficile cogliere una differenza sostanziale tra le due opzioni visto che, entrambe, regalerebbero a Salvini lo stesso identico spunto per parlare di inciuci e complotti ai danni degli italiani.

Questa l'idea di Bettini: "È un tentativo difficilissimo ma vale la pena di provarci. Salvini non lo contrasti né con gli insulti né con le polemiche sulla moto d'acqua o sulle sue mutande, né tantomeno con un governicchio che gli darebbe l'arma, fasulla ma efficace, di sostenere che stiamo facendo un golpe per evitare il voto democratico. Soltanto un accordo di legislatura, basato su una profonda riflessione politica, può consentire al Pd e al M5s di rispondere alla rivoluzione conservatrice lanciata dal leader della Lega. Il Premier? Indubbiamente una figura politica, non un tecnico. Di prestigio nazionale e internazionale, certo. Ma di sicuro un politico".

Della proposta di Bettini ha parlato anche l'ex segretario Martina: "Considero la traccia di lavoro proposta in queste ore da Goffredo Bettini giusta e da sostenere. È chiaro che i margini di un confronto con il Movimento 5 Stelle sono assai limitati ma rimangono possibili se matureranno una nuova consapevolezza politica, alternativa al pericolo estremista di Matteo Salvini. Non accordi di corto respiro ma una vera svolta utile al paese a partire da europa, lavoro, scuola, ambiente. Mettendo in discussione anche le folli politiche migratorie del ministro uscente della paura. Il PD unito può fare la differenza in questo confronto e respingere così il gioco pericoloso di Salvini sulla pelle degli italiani!".

Come Martina, anche Franceschini è pronto a parlare con i 5 Stelle: "Bettini indica un percorso difficile ma intelligente che credo valga la pena provare a percorrere. Sarà pieno di insidie e potremo provarci solo con un patto interno al Pd: lavorare tutti come una squadra, unita intorno al segretario".

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