Salvini: "Voglio governo con Giorgetti all'Economia"


Da commissario europeo in pectore (si parlava della Concorrenza) a ministro dell’Economia, sempre in pectore: Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Matteo Salvini ed eminenza grigia del Carroccio, diventerà il nuovo inquilino del Mef nel prossimo governo che il leader della Lega si propone di guidare, nell’alveo di un’alleanza di centrodestra i cui contorni restano da definire. Silvio Berlusconi non vuole la lista unica con la Lega, per non apparentarsi al sovranismo populistico e difendere l’identità di Forza Italia. Le trattative tra Salvini, Giorgia Meloni di FdI e il Cav sono in corso, con un punto fermo: la casella dell’Economia, essenziale per il taglio delle tasse promesso dal vicepremier, spetterà alla Lega.

"Quello a cui penso io? È un governo con Giancarlo Giorgetti ministro dell'Economia. Questo è quello che voglio e per cui lavoro" chiarisce Salvini in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Salvini ritorna sulle ragioni della crisi di governo che lui stesso ha innescato chiedendo le dimissioni di Giuseppe Conte (che il 20 agosto sarà in Senato per la mozione di sfiducia) e sulla richiesta dell'ex alleato Luigi Di Maio che vuole il taglio di 345 parlamentari prima di tornare al voto: "Forse che loro (i 5 Stelle, Ndr) hanno cancellato tutti i no degli ultimi mesi? Comunque, io ho preso tali e quali le parole di Di Maio di cinque giorni fa: diceva testuale che dopo il taglio delle Camere si poteva andare a elezioni. Ma se è dopo, significa che prima voti quello, e poi si apre la crisi".

Quando gli viene chiesto se il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarebbe disposto a rinviare alla prossima legislatura l'entrata in vigore della riforma costituzionale del taglio dei parlamentari (se l’iter andasse avanti non si voterebbe prima della prossima primavera) Salvini replica: "Io so che si è già fatto in passato, su materie rilevanti".

Poi il ministro dell’Interno precisa: "Aggiungo che, a differenza di quello che dicono Renzi e Di Maio, con il nostro governo non è in discussione quota 100 e non si toglieranno gli 80 euro. Semmai, sarà doveroso verificare il reddito di cittadinanza". Il 22 è calendarizzato il voto sul taglio dei parlamentari, ma il 20 sarà votata la mozione di sfiducia a Conte: senza il ritiro della mozione, con un premier sfiduciato, l’attività delle Camere si bloccherebbe, ha osservato ieri Di Maio parlando di farsa della Lega e di "mossa della disperazione" da parte di Salvini.

Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti

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