Open Arms, il Tar accoglie ricorso: due navi della Marina la scortano verso Lampedusa

AGGIORNAMENTO ORE 19:45 - Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadisce il suo no all’ingresso della Open Arms a Lampedusa, quello della Difesa manda due navi della Marina Militare a scortare l’imbarcazione della ong. Il ministro Elisabetta Trenta, dopo aver contattato il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 ragazzi presenti a bordo, ha dato mandato al capo di stato maggiore della Difesa di far avvicinare due navi della Marina a quella della ong in modo da essere pronti ad un eventuale trasferimento. I 32 minori della Open Arms saranno i primi a sbarcare a Lampedusa. Si prospetta un nuovo scontro istituzionale tra i ministri Salvini e Trenta?

Open Arms | Tar accoglie ricorso

Lo stallo della Open Arms si avvia verso la conclusione. Con una decisione inattesa e senza precedenti, oggi il Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio ha scavalcato il decreto sicurezza bis di Matteo Salvini e ha disposto la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane nell'imbarcazione della ogn spagnola Proactiva Open Arms, che potrà avvicinarsi a Lampedusa dopo quasi due settimane di stallo.

Ad annunciare la decisione del Tar è stata la stessa ong, secondo la quale il Tribunale ha "riconosciuto la violazione delle norme di Diritto internazionale in materia di soccorso e la situazione di eccezionale gravità e urgenza dovuta alla permanenza protratta in mare dei naufraghi".

Open Arms aveva presentato ieri un esposto d'urgenza al Tar del Lazio, che oggi ha dato ragione alla ong e autorizzato il suo ingresso in acque italiane così da "permettere il soccorso delle persone a bordo". La nave si sta già dirigendo verso Lampedusa:

Ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti.

A firmare il divieto di ingresso in acque territoriali italiani per la nave Open Arms erano stati i ministri Matteo Salvini, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli sulla base di quanto previsto dal decreto sicurezza bis da poco diventato legge.

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