Open Arms: autorizzata evacuazione urgente di 9 perone a Lampedusa

Le navi della Marina hanno scortato la Open Arms fino a Lampedusa.

È stata autorizzata in serata "per cause psicologiche" l'evacuazione urgente a Lampedusa di 5 persone a bordo della Open Arms. Insieme a loro sono stati evacuati anche i familiari, annuncia in un tweet l’Ong. La nave che ospita circa 150 migranti è ancora in attesa di sbarcare a Lampedusa. Nove persone in tutto, tra cui alcuni minori, hanno lasciato la nave oggi: la loro situazione era stata definita critica. "Continuiamo a non avere autorizzazione per sbarco delle altre persone a bordo. Questa sarà la loro quindicesima notte. Il diritto sta morendo" si legge in un tweet diffuso dalla Ong spagnola.

Open Arms arriva a Lampedusa. Ministra Trenta non firma divieto d’ingresso

Il governo è ormai in crisi, non c'è più motivo di assecondare Matteo Salvini nelle sue tanto inutili quanto insensate lotte contro le Ong. E allora ecco che la ministra della Difesa Elisabetta Trenta non ha firmato il divieto di ingresso in acque italiane per la Open Arms come voluto dal vicepremier leghista e, anzi, ha fatto sì che le navi della Marina Militare la scortassero fino a Lampedusa dove è arrivata questa mattina e ha gettato l'ancora nella zona di Cala Francese.

Ricordiamo che il divieto di ingresso nelle acque italiane disposto da Salvini è stato sospeso dal Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso dei legali della Open Arms, ma il leader del Carroccio ha fatto ulteriore ricorso in Consiglio di Stato e ha firmato un nuovo divieto, sostenendo che il verdetto del Tar fa riferimento solo al primo soccorso effettuato dalla Open Arms nei confronti di un gommone in difficoltà, ma nel frattempo la nave è rimasta un paio di giorni in zona Sar libica e maltese e ha effettuato altri due soccorsi, poi si è diretta verso Nord e, secondo il Viminale, questo evidenzia il "deliberato intento politico di condurre gli immigrati in Italia". Questo nuovo divieto non è però stato controfirmato dalla ministra della Difesa.

Il Viminale ha così commentato la mancata firma di Trenta:

"La scelta non sorprende visto che la titolare della Difesas ha ordinato alle navi della Marina militare di scortare verso il nostro Paese l'imbarcazione spagnola"

La ministra Trenta ha spiegato:

"Non firmo in nome dell'umanità. Non si può infatti ritenere che siano rinvenibili nuove cogenti motivazioni di carattere generale ovvero di ordine e sicurezza pubblica tali da superare gli elementi di diritto e di fatto nonché le ragioni di necessità e urgenza posti alla base della misura cautelare disposta dall'autorità giudiziaria che anzi si sono verosimilmente aggravati. La mancata adesione alla decisione del giudice amministrativo potrebbe finanche configurare la violazione di norme penali. Ho preso questa decisione motivata da solide ragioni legali ascoltando la mia coscienza. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro le polemiche di questi giorni ci sono bambini e ragazzi che hanno sofferto violenze e abusi di ogni tipo. La politica non può mai perdere l'umanità"

Neanche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha firmato il divieto. Intanto la Procura di Agrigento starebbe avviando un'inchiesta per abuso d'ufficio con la Ong Open Arms come persona offesa.

Intanto dalla Open Arms fanno sapere:

"OpenArms già in acque italiane con l'autorizzazione delle autorità. Il decreto Salvini ha cessato di essere in vigore nonostante le nuove minacce. Non abbiamo ancora i permessi per accedere al porto. Una lunga notte, ma la fine è vicina"

Il Tribunale dei Minori di Palermo ha chiesto che i 32 minori vengano al più presto portati a terra. Potrebbe essere proprio la ministra Trenta ad autorizzare il trasbordo dei più piccoli sulle motovedette militari per poi farli sbarcare. Anche il Premier Giuseppe Conte ieri aveva sollecitato lo sbarco dei minori, ma Salvini glielo ha negato.

Lampedusa Open Arms in acque italiane

Foto © Open Arms

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