Salvini ora pensa al rimpasto con i "ministri del sì". Di Battista: "M5S cerchi interlocutori più seri"


Alessandro Di Battista interviene sul pentimento di Matteo Salvini che dopo aver aperto la crisi di governo nelle ultime ore sembra aver rallentato la corsa verso le urne.

Due gli indizi: la decisione di non dimettersi e non ritirare la delegazione leghista dal governo ma soprattutto le ultime parole spese dal vicepremier per un "governo del sì, con ministri del sì". Parole facilmente interpretabili come un tentativo di ravvicinamento con il M5S, che Di Maio però rispedisce al mittente.

Secondo il capo politico dei grillini infatti "Salvini si è pentito ma la frittata ormai è fatta". A Di Maio fa eco Di Battista che aggiunge: "Salvini? Il ministro del tradimento inizia a dare cenni di pentimento ma semmai il M5S dovesse avere ancora un qualsiasi rapporto istituzionale con la Lega Nord pretenda interlocutori più seri e preparati".

In un post su Facebook l’ex deputato 5 Stelle, che in caso di elezioni tornerà in campo, precisa: "Al netto delle critiche che ho sempre mosso alla Lega posso dire che al suo interno ci sono persone molto più credibili di Salvini" che però è il segretario del partito, quello che ha in mano il pallino.

Salvini avrebbe deciso da solo di aprire la crisi, stando alle dichiarazioni del braccio destro Giancarlo Giorgetti. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio la scelta della tempistica per chiudere l’esperienza del governo gialloverde non sarebbe stata però delle migliori: meglio staccare la spina dopo le elezioni europee.

Ora Salvini sembra aver fatto una almeno parziale marcia indietro e se non ha ritirato (almeno finora) la mozione contro Conte al Senato, prevista per il 20 agosto, ha però riaperto ai 5 Stelle: "Il mio telefono è sempre acceso". C’è ancora spazio per un rimpasto che salvi il governo?

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