Zingaretti: "Lega e M5s fanno pace in nome delle poltrone? Noi pronti al voto senza paura"


Il segretario del Pd Nicola Zingaretti interviene sulla crisi di governo spiegando che è un errore fare ipotesi di nuove maggioranze prima che l’esecutivo in carica sia formalmente decaduto. Cosa che non sapremo prima del 20 agosto, quando il premier Giuseppe Conte si presenterà in Senato per le sue comunicazioni all’aula.

Secondo Zingaretti, contrario all’ipotesi di governo istituzionale avanzata da Renzi, la situazione è a dir poco caotica: "Non si capisce più se c'è la crisi di governo o se Lega e 5 Stelle hanno fatto la pace in nome delle poltrone. La posizione del Pd è chiara: no a governicchi per fare la manovra e basta. Prepariamoci al voto senza paura".

Dalla segreteria dem si fa trapelare però che in caso di eventuali consultazioni con il Capo dello Stato c'è la disponibilità a verificare se possano esserci "condizioni vere, serie e di alto profilo" per formare una nuova maggioranza, appunto sotto la regia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ma "devono essere condizioni vere e serie di alto profilo. Per dare una speranza all'Italia, non solo per non votare". Su Facebook il segretario bolla come uno sbaglio l’apertura di "dibattiti su governi futuri prima che quello in carica cada". Un errore perché nasconde "il dato politico di fondo: l'esperienza del governo populista è fallita".

Zingaretti torna a ribadire che il Pd "è pronto per andare alle elezioni e proporre un'idea diversa rispetto al Paese dell'odio e in questo senso si sta organizzando. Vedremo, dopo questo fastidioso ginepraio di parole senza contenuti e senza valori, cosa accadrà martedì nel dibattito aperto dal presidente Conte. Diciamo no a qualsiasi ipotesi di governo pasticciato e di corto respiro. Solo nello sviluppo dell'eventuale crisi di governo sotto la guida autorevole del Presidente Mattarella si potranno verificare, se esistono, le condizioni numeriche e politiche di un governo diverso con una larga base parlamentare che nasca non a tutti i costi per la paura delle urne, che non abbiamo, ma dalla reale possibilità di trasformare l'Italia, cambiare e rifondare l'Europa e ricostruire una speranza".

Il pallino è ora in mano a Luigi Di Maio. Tornare con Salvini, che dopo aver aperto la crisi sta cercando di ricucire, o formare una nuova maggioranza con i democratici?

Nicola Zingaretti sulla crisi di governo

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