Crisi, Landini: chi governa? Stop ai giochi di palazzo. Calderoli: dietrofront di Salvini? Non vedo margini


Il segretario della Cgil Maurizio Landini chiede chiarezza sulla crisi di governo scagliandosi contro i giochi di palazzo e il fiorire di ipotesi di nuove maggioranze perché serve la "massima trasparenza" e perché il luogo deputato ad esplicitare l’evolversi del dibattito è solo uno, il Parlamento, come indica la Carta costituzionale.

"Basta giochi di palazzo, tatticismi, interesse personale, il Paese ha bisogno di sapere chi governa, con quale visione e con quale programma" ha detto il leader del maggiore sindaco italiano a Repubblica dopo che Matteo Salvini ha innescato la crisi di governo salvo fare poi una parziale marcia indietro.

Ieri indiscrezioni di stampa avevano parlato del piano di rimpastone che il ministro dell’Interno avrebbe proposto, via Giancarlo Giorgetti, ai 5 Stelle: Di Maio premier, Conte commissario europeo e Giorgetti all’Economia.

Rumor seccamente smentito dal capo politico del M5S Luigi Di Maio a cui la crisi ha assegnato ora il ruolo di ago della bilancia: corteggiato da Salvini ma anche dall’ala renziana del Pd e in generale da chi non vuole il ritorno alle urne.

Al dietrofront di Salvini sulla crisi non crede però un leghista della vecchia guardia come Roberto Calderoli: "Non vedo margini" dice al Corriere della Sera il vicepresidente del Senato aggiungendo che Salvini "ha creduto fino in fondo al contratto di governo ma quando ha capito che non c'erano più margini per ottenere risultati ha detto stop. Ha intrapreso la strada più lineare e corretta. Chi si oppone cerca solo di salvare la poltrona".

La stessa accusa che i 5 Stelle muovono a chi voterà la sfiducia al premier Giuseppe Conte il 20 agosto in Senato.

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