Renzi: "Rispetto alla sguaiata schizofrenia di Salvini rimpiango Berlusconi uomo delle istituzioni"

renzi corteggia berlusconi per il governo istituzionale

“Renzi svela le carte”, titola oggi in prima pagina il Giornale che ha intervistato l’ex premier ed ex segretario Pd, il quale ha messo il cappello sull’eventuale governo istituzionale che potrebbe uscire dalla crisi di governo aperta e poi almeno in parte "ritrattata" da Matteo Salvini.

Ipotesi, quella del governo istituzionale o di scopo, che secondo Renzi avrebbe quantomeno il pregio di non far andare l’Italia in recessione. Il segretario Pd Nicola Zingaretti però ha avvertito che un governicchio pensato solo per fare la manovra finanziaria e traghettare il paese verso il voto sarebbe un assist a Salvini e ai guai che la maggioranza giallo-verde ha combinato in questi 13 mesi, trascorsi i quali l’Italia “sta peggio” di prima secondo il governatore del Lazio.

Renzi insistendo con la sua proposta per uscire dalla crisi non chiude nemmeno a Forza Italia: “Devo riconoscere che in quanto a rispetto delle istituzioni tra Berlusconi e Salvini c'è un abisso”. 

Il senatore fiorentino corteggia il presidente azzurro? "Non avevamo ancora visto un Salvini che chiede pieni poteri. Di fronte alla sguaiata schizofrenia, Berlusconi è un rassicurante uomo delle istituzioni”.

Secondo Renzi: “Serve un governo istituzionale per rientrare nella Ue” (quindi con dentro tutti tranne Lega e FdI) anche se con un potenziale accordo con il M5s ci sarebbe comunque da temere la "grillizzazione della sinistra”. Anche tra i 5 Stelle c’è divisione sulla proposta di Renzi, ma Luigi Di Maio che avrebbe rifiutato la premiership nell’ambito del rimpasto proposto dalla Lega, non sembra intenzionato a correre verso le urne.

Tutto sarà più chiaro (forse) dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio Conte, atteso in Senato martedì 20 agosto. La Lega voterà la sfiducia al premier come annunciato? Per il presidente del Consiglio le opzioni sarebbero tre: 1) fare le sue comunicazioni annunciando che dopo salirà al Colle per dimettersi; 2) fare le comunicazioni e seguire il dibattito per decidere come muoversi; 3) parlare all’aula per poi chiedere un voto di fiducia su quando detto.

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