Open Arms verso Maiorca? "Italia e Spagna si assumano la responsabilità"

La nave Open Arms potrebbe davvero raggiungere la Spagna. Non il porto di Algeciras, offerto ieri dal governo spagnolo e giudicato troppo lontano dalla posizione attuale della nave, ma quello di Minorca, a circa metà strada rispetto alla prima ipotesi.

Il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha messo a disposizione le navi della Guardia Costiera italiana, che potrebbero scortare la Open Arms fino all'isola di Minorca o in alternativa accogliere a bordo i 107 migranti attualmente ospitati dalla nave della ong spagnola e trasportarli in Spagna con una maggiore velocità di navigazione.

Grazie alla Spagna per aver offerto un porto alla Open Arms, anche se con troppi giorni di ritardo. La nostra guardia costiera è ora a disposizione, ed è pronta ad accompagnare l'Ong verso il porto spagnolo, con tutto il sostegno tecnico necessario, per far sbarcare lì tutti i migranti a bordo.

Parola di Toninelli, che non ha mancato di ricordare come l'Unione Europea stia tardando ad agire per l'ennesime volta: "Basta con questi tira e molla con Paesi Ue che puntualmente fanno finta di non vedere e non sentire e lasciano sola l'Italia a gestire il fenomeno migratorio che, invece, riguarda tutta l'Europa. È quanto mai necessario e impellente cambiare il Regolamento di Dublino".

Dalla Open Arms, però, ribadiscono che la situazione sulla nave è sempre più insostenibile e che affrontare un viaggio anche soltanto di pochi giorni con le 107 persone a bordo potrebbe non essere fattibile. Lo conferma il presidente Riccardo Gatti:

Dopo 18 giorni di stallo, Italia e Spagna sembrano finalmente aver trovato un accordo, decisione che ci appare del tutto incomprensibile. Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalla costa di Lampedusa, gli Stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra di affrontare 590 miglia e tre giorni di navigazione in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l'Europa nega. Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a dispozione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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