Il PD si spacca: renziani "sconcertati" da tre proposte di Zingaretti al M5S

Secondo Repubblica le condizioni proposte da Zingaretti al M5S sono tre e non cinque.

PD si spacca su condizioni del M5S

Mentre l'Italia è in attesa di sapere che cosa deciderà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il PD è protagonista di un'altra delle sue pagine tragicomiche. Nicola Zingaretti, accompagnato da Paolo Gentiloni, Paola De Micheli e i capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio, è stato al Quirinale stamattina, ma nel primo pomeriggio sono esplose nuove tensioni interne ai dem.

Repubblica.it, infatti, ha riportato in apertura del suo sito un articolo in cui riporta tre punti e non cinque che Zingaretti vorrebbe proporre al MoVimento 5 Stelle per trattare un possibile governo insieme e sono tre punti diversi dai cinque presentati nella Direzione di ieri. Secondo Goffredo De Marchis, autore dell'articolo, si tratta di tre condizioni non negoziabili proposte, in particolare, dal Presidente dei Dem, l'ex Premier Paolo Gentiloni.
Le tre condizioni sarebbero queste:
1) Abolizione totale dei due decreti sicurezza.
2) Accordo di massima, prima della formazione del governo, sulle misure della manovra economica.
3) No alla legge della riforma sul taglio dei parlamentari così come è stata scritta e votata fino ad oggi.

Sarebbero questi i punti che segnerebbero una reale discontinuità con il governo gialloverde. Sono subito arrivate le reazioni non del MoVimento 5 Stelle, che deve ancora essere ascoltato da Mattarella (il colloquio è fissato alle ore 17), ma dell'ala renziana del PD.

I renziani, infatti, si sono detti "sconcertati" da queste tre condizioni e hanno affermato che si aspettano che vengano smentite perché ieri in Direzione hanno dato piena fiducia e pieno sostegno al segretario Zingaretti e quei tre punti non sono stati né discussi né tantomeno votati.

Anna Ascani, che è considerata una dei big dell'area renziana, vicina a Roberto Giachetti, ha detto:

"Le condizioni sono quelle poste in direzione, altre condizioni rischiano di essere fuori luogo in questo momento"

L'area zingarettiana del PD ha risposto dicendo che "le tre condizioni poste da Zingaretti sono le traduzione dei cinque punti compresi nell'Ordine del giorno votato all'unanimità, per acclamazione, dalla Direzione del PD", che, ricordiamo, sono questi:

1) Appartenenza leale all'Unione europea
2) Pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del Parlamento
3) Sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale
4) Cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell'Europa
5) Svolta delle ricette economiche e sociale, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti.

Le fonti vicine a Zingaretti spiegano anche che "lo stop alla riduzione dei parlamentari è legata al lavoro da fare su una riforma organica, ampia, che comprenda anche il taglio dei parlamentari insieme a altri punti, a partire da una legge elettorale coerente".

L'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando ha spiegato:

"Il passo indietro sui decreti sicurezza è imprescindibile per un accordo con il M5S? "Sicuramente sì, quello è un cambio radicale di politica su questi temi"

E sul taglio dei parlamentari:

"Non abbiamo detto di non andare avanti col taglio dei parlamentari, abbiamo detto che va fatto con un quadro di bilanciamento, a partire anche dall'aggiustamento della legge elettorale"

In seno al PD ora circola il sospetto che "qualcuno voglia far saltare l'accordo con il M5S" e quel qualcuno potrebbe essere proprio Zingaretti o Gentiloni, che propongono condizioni inaccettabili per i pentastellati.

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