Salvini: "La via maestra è il popolo, ma sì a rimpasto se i no si trasformano in sì"

Le parole di Matteo Salvini dopo il colloquio con Mattarella.

La Lega di Salvini da Mattarella

Matteo Salvini, dopo un colloquio di circa 35 minuti con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dai capigruppo leghisti Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, si è presentato davanti ai giornalisti, facendoli aspettare più di venti minuti d'ora tra la fine dell'incontro con il Capo dello Stato e la conferenza stampa, e ha detto:

"Bella discussione. Innanzitutto sono contento di rappresentare una forza politica compatta che con i suoi interi gruppi in Camera e Senato prende decisioni nell'interesse del Paese e non per interesse personale. Abbiamo deciso di portare nelle case degli italiani i problemi che la vecchia politica avrebbe tenuto segreti nelle stanze"

Poi ha aggiunto:

"Abbiamo ribadito i troppi no all'interno di questo governo che tante cose ha fatto finché ci sono stati i sì. Io sono stato il più strenuo sostenitore di questo governo. Oggi la via maestra non può che essere le elezioni, la sovranità appartiene al popolo e quindi chi meglio degli italiani può decidere a chi affidare le sorti della propria famiglia, dei propri conti correnti? In questi giorni abbiamo letto ipotesi di vario genere con l'unico collante di tenere fuori Salvini e la Lega a costo di cancellare ciò che di buono è stato fatto in questi mesi"

E ha citato i decreti sicurezza e quota 100. Poi ha ricordato che oggi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che rimborsa i truffati dalle banche. Ha in seguito ripetuto quanto va dicendo in questi giorni nelle sue interviste e dirette Facebook, ossia che non si può pensare a un governo PD-M5S, ha ribadito l'interesse nel votare il taglio dei parlamentari a differenza dei dem.

Poi ha detto:

"In questi giorni abbiamo letto che alcuni dei no si sarebbero trasformati in sì, che ci sono parlamentari 5 Stelle pronti a votare una manovra coraggiosa, fondata su crescita, investimenti, flat tax al 15%, riduzione del carico fiscale alle imprese. Aver scoperchiato il vaso è servito agli italiani per capire"

Salvini ha spiegato:

"Ho detto al Presidente della Repubblica: un accordo contro la Lega, PD-M5S, sarebbe un ritorno alla vecchia politica. Non penso che l'Italia abbia bisogno di un governo contro. Se qualcuno mi dice 'ragioniamo perché dei no diventano sì, miglioriamo la squadra, miglioriamo il programma, io ho sempre detto che sono un uomo concreto, non porto rancore, guardo avanti, mai indietro. L'unica cosa che mi sento di dire che sarebbe irrispettoso per gli italiani sarebbe veder far entrare dalla finestra quei Renzi, quelle Boschi, quelle Boldrini che gli italiani hanno più volte cacciato"

Il leader leghista è tornato a tendere la mano verso Di Maio:

"Ritenevo e ritengo che Luigi Di Maio abbia lavorato bene agli interessi di questo Paese. A me interessa che gli italiani nei prossimi anni abbia un governo che faccia, che guardi avanti"

E infine:

"Il governo non andava più avanti, le riforme erano ferme. Se c'è la voglia di lavorare, la Lega è nata per questo"

Poi è andato via senza rispondere alle domande dei giornalisti.

Foto © Quirinale

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