Amazzonia, Bolsonaro invia l'esercito. Timore per sanzioni internazionali

Trump: "Gli Usa pronti ad aiutare".

Tutto il mondo guarda con estrema preoccupazione agli incendi che stanno affliggendo l'Amazzonia e così il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro, uno di quelli che negano fortemente i problemi ambientali, ha dovuto tenere un discorso a reti unificate per spiegare che "la foresta amazzonica è parte essenziale della storia del Brasile", ma che gli incendi di questi giorni "non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni".

La sua vera preoccupazione è che dal G7 di Biarritz i big del mondo, capitanati dalla Francia di Emmanuel Macron che ieri è intervenuto sul caso dicendo che è da considerarsi una crisi internazionale, decidano di prendere delle misure per garantire la protezione ambientale nel Brasile, incluse delle sanzioni.

Secondo Bolsonaro, però, gli incendi avvengono in tutto il mondo e non possono servire come "pretesto per imporre sanzioni internazionali" e lui intanto ha inviato l'esercito, mentre tatticismi brasiliani sono scesi in piazza per protestare contro la sua politica ambientale.

Il capo indigeno Raoni ha chiesto aiuto alla comunità internazionale per "far andare via Bolsonaro al più presto" e intanto il Presidente della Bolivia Evo Morales vorrebbe una riunione urgente dei ministri degli Esteri dei Paesi dell'Organizzazione del Trattato di Cooperazione Amazzonica, ma per ora appare difficile che venga convocata, soprattutto a causa della presenza del Venezuela, che ha i suoi guai politici.

A porgere la mano a Bolsonaro è il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha scritto su Twitter:

"Ho appena parlato con il presidente Jair Bolsonaro. Le nostre prospettive commerciali future sono entusiasmanti e il nostro legame è forte, forse più di sempre. Gli ho detto che se gli Usa possono aiutare il Brasile con gli incendi dell'Amazzonia, siamo pronti ad assisterli!"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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