Amazzonia in fiamme. Bolsonaro rifiuta i 22 milioni offerti dai leader del G7

La foresta amazzonica sta bruciando da circa tre settimane, ma solo da una manciata di giorni il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, dopo le pressioni internazionali, sembra aver capito la gravità della situazione e ha intensificato l'azione per tentare di domare contenere le fiamme, per ora senza successo.

E probabilmente continuerà così, visto che Bolsonaro ha deciso di rifiutare l'aiuto economico che i leader internazionali hanno offerto al Brasile durante il G7 di Biarritz che si è concluso ieri, martedì 26 agosto: 22 milioni di dollari stanziati da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Bolsonaro, però, ha risposto con un "no grazie" perchè secondo il leader brasiliano il piano del presidente francese Emmanuel Macron di formare un'alleanza per salvare la foresta amazzonica costituirebbe una minaccia al Brasile, "come se fossimo una colonia o la terra di nessuno".

I fondi sarebbero stati concessi immediatamente per poter finanziare l'acquisto o l'affitto di nuovi aerei antincendio. Non solo. La Francia si sarebbe offerta anche di fornire concreto supporto militare nella regione coinvolta dagli incendi, ma quella proposta di aiuto francese è stata vista da Bolsonaro come un "irragionevole e gratuito attacco contro la regione amazzonica".

La posizione netta di Bolsonaro si scontra però con quella del Ministro dell'Ambiente del Brasile, Ricardo Salles, che si era detto favorevole ad accettare i fondi del G7.

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