Cacciari: "Il M5S ha bisogno del PD"

La trattativa di Governo tra Movimento 5 Stelle e Pd si è sensibilmente raffreddata. Da entrambe le parti c'è chi fa il tifo per un'intesa e chi invece vorrebbe tornare alle urne. Nel PD è decisamente più numerosa la compagine delle persone che sperano in un accordo, anche se le motivazioni e gli obiettivi non sono uguali per tutti.

A sperare in un accordo c'è anche Massimo Cacciari, che però condivide la linea dettata da Zingaretti circa la possibilità di un Conte bis: "È chiaro: il vero ostacolo è Conte. L'impasse sui programmi è una scusa banale. Con l'aria che tira figuriamoci se il programma può essere un ostacolo".

Per Cacciari la riconferma di Conte non potrebbe essere compresa dagli elettori di centrosinistra: "Zingaretti mantiene una posizione logica e fa bene a tenere il punto: accettare Conte vorrebbe dire sottostare alla sicumera dei 5Stelle che dicono 'abbiamo governato bene, Conte è un grande statista, accettate i doppi-tripli incarichi per Di Maio'. Cosa deve fare il Pd? Fare autocritica perché non ha capito quanto siano stati bravi e capaci Conte, Di Maio e tutto il governo precedente? O c'è un minimo di convergenza su cosa sia stato il governo Lega-5Stelle o come si può pretendere che le persone possano capire perché non si va a votare?".

Cosa fare, allora, difronte alla posizione dei 5 Stelle? Secondo l'ex Sindaco di Venezia bisogna tenere duro perché sono proprio i pentastellati ad aver bisogno del PD e non il contrario: "Parliamoci chiaro: i 5Stelle hanno un bisogno spasmodico del Pd in questa fase. È evidente. Se si va a votare, bene o male, il Pd para il colpo perché si riprende i voti che ha avuto alle europee. Il M5s verrebbe massacrato dal risultato delle urne. Di Maio non ha margini di manovra, perché davanti alla prospettiva di andare a votare, c'è stata una sollevazione dei gruppi parlamentari".

Di sicuro, Zingaretti non dovrà sottostare alla minaccia del voto: "Certo le elezioni anticipate le vincerebbero Salvini e la destra. Ma non si può vivere sotto la minaccia permanente che se i cittadini votano, Salvini vince. Questa non è una buona politica, non si può avere il terrore per l'avversario. Zingaretti deve tenere duro e non temere il voto anticipato. Sul piano dei contenuti è evidente che Pd e M5s siano più vicini di quanto non fossero 5Stelle e Lega. Il M5s avrebbe avuto il colossale casino dell'Autonomia differenziata o l'indigeribile Flat tax. Sul piano dell'occupazione, del lavoro, sociale e dell'equità le posizioni sono più vicine a quelle del Pd".

Le resistenze dei 5 Stelle sarebbero figlie perlopiù della necessità di riaffermare il loro ruolo: "I 5stelle vogliono far passare la versione che hanno mandato a casa Salvini. Non è vero nulla. Salvini si è mandato a casa da solo. Ma Di Maio se lo dimentica di essersi fatto fotografare insieme a Salvini con il cartello 'W il decreto sicurezza'? Va bene avere la faccia tosta ma a tutto c'è un limite".

E infine: "Zingaretti invece ce li ha tutti con il fiato sul collo. Tutti spingono per questa soluzione: il Pd vuole fare l'accordo, Renzi lo tallona, poi ci sono D'Alema, i sindacati, la Chiesa, i sindaci, le imprese... tutti hanno paura delle elezioni, della crisi economica. Certo a vederla così ha poca scelta. Ma la paura di Salvini non ti può paralizzare. Prima o poi dovrà fare i conti con il futuro, con la prospettiva, con il progetto di lungo periodo che io, credo, andrà affrontato più virilmente e virtuosamente".

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