Ultimatum del M5S al Pd per Conte Premier. Dem fuoriosi

L'incontro di stamattina, come noto, è saltato e il Movimento 5 Stelle ha fatto un ultimatum al Pd: chiarire la posizione su Conte entro le ore 16, altrimenti salta tutta la trattativa. Proprio per le 16 il Pd ha convocato una riunione al Nazareno con i componenti della segreteria che dovrà, appunto, stabilire se continuare o meno a trattare con i pentastellati difronte a questo ultimatum.

Alla riunione prenderà sicuramente parte Graziano Delrio, che ha smentito la ricostruzione offerta da Di Maio e dai 5 Stelle: "Ma quale veto su Conte? La realtà è che non c'è nessun veto, visto che ieri c'è stato un incontro tra il segretario Zingaretti e Conte... Noi puntiamo a una cosa seria e concreta, non siamo stati certo noi a interrompere il dialogo, ma Di Maio. L'incontro è stato annullato da loro, non certo da noi. Speriamo che qualcuno prenda in mano la situazione".

Secondo Delrio "non è naufragato nulla", ma giudica "inspiegabile" la decisione di annullare la riunione di questa mattina, perché si tratta di "uno stop voluto solo da loro".

La ricostruzione di Delrio è la stessa offerta dalla vicesegretaria del PD, Paola De Micheli, che su twitter ha lanciato accuse al M5S: "Sono tre giorni che il Pd parla di proposte: salari, ambiente, sviluppo e imprese, infrastrutture, scuola e cultura. E il M5S risponde soltanto per ultimatum".


Debora Serracchiani ha anche confezionato l'hashtag #NoUltimatum per l'occasione, rimarcando che le difficoltà nel trovare un punto di equilibrio sono tutte da imputare al M5S: "Siamo al tavolo con M5S da tre giorni per parlare di salari, ambiente, ripresa dell'economia, diritti. Dall'altra parte arrivano solo ultimatum, rilanci sui nomi e non sui programmi. Il Pd è unito, speriamo che anche M5S riesca a mettere prima il bene del Paese".


Un altro big del partito come Emanuele Fiano ha ribadito più o meno lo stesso concetto: "Se si vuole veramente arrivare a un accordo basato su contenuti e programmi utili al Paese, i Cinquestelle devono abbandonare il metodo degli ultimatum e confrontarsi sulle cose concrete da fare. È da giorni che il Pd è impegnato su questa strada in un proficuo lavoro che non va disperso".

Della situazione di stallo ha parlato anche Antonio Misiani, senatore del Pd, che lo stesso partito avrebbe già proposto per il dicastero dell'Economia: "Noi vogliamo impegnarci per un progetto utile all'Italia: lavoro, salari, detassazione, ambiente, sviluppo, scuola. Se i 5 Stelle sono d'accordo su questo, troveremo l'accordo sulla squadra per dare all'Italia un governo stabile. No ultimatum, prima il programma".


Franco Mirabelli, vicepresidente dei Senatori Pd, ha lanciato un appello ai 5 Stelle: "Il Pd con molta serietà da giorni lavora sui contenuti e sul merito dei problemi: scuola, lavoro, economia, ambiente. Continueremo a farlo convinti che all'Italia serva un governo di svolta. Vogliamo capire se il M5S sta facendo lo stesso. Non ci possono essere diktat o ultimatum sui nomi. Prima vengono le soluzioni ai problemi del Paese".

L'impazienza dei Dem è ben rappresentata da Francesco Bonifazi, Senatore Pd, che ha aperto alla possibilità di un Conte bis, ma ha contestualmente rifiutato l'idea di un Di Maio alla guida del Ministero degli Interni: "Sono uno serio e responsabile. Credo al Governo Istituzionale. E mi va bene anche Conte. Ma se devo accettare Di Maio al Viminale, per me si può andare a votare subito #CrisiDiGoverno".


Sul successore di Salvini al Viminale arrivano suggerimenti anche dal Sindaco di Milano: "Se il punto delicato è il Ministero dell'Interno mi permetto di avanzare una proposta: metteteci un tecnico, uno bravo e corretto. Poi la politica continuerà a sfidarsi su sicurezza e immigrazione, come da copione #CrisiDiGoverno".


Infine c'è anche chi, come Alessia Rotta, inizia a sospettare che Di Maio in realtà voglia far naufragare la trattativa di proposito per tornare ad abbracciare Salvini: "Chi alza continuamente la posta vuole far fallire la trattativa. Se non ci sarà accordo, il responsabile sarà esclusivamente chi sta giocando una partita personale. Noi lavoriamo per dare governo serio al Paese. Se #DiMaio vuole tornare da Salvini lo dica. #crisigoverno #m5spd"


Matteo Orfini, sempre attraverso twitter, ha citato il caso della nave Eleonore, rimarcando la necessità di discontinuità rispetto al Governo Conte: "Mentre contiamo decine di morti nel Mediterraneo, Salvini chiude i porti a chi ha salvato 101 esseri umani e annuncia che anche Elisabetta Trenta ha sottoscritto la scelta, mentre Conte tace. Per me #discontinuità significa prima di tutto smetterla con queste politiche disumane. Subito".


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