Reddito di cittadinanza, al via la fase 2: offerte di lavoro a tutti i membri della famiglia

La seconda fase del reddito di cittadinanza è ormai sulla griglia di partenza, anche se in clamoroso ritardo rispetto ai piani iniziali. Se finora i destinatari della misura voluta dal Movimento 5 Stelle non hanno avuto alcun obbligo di cercarsi un lavoro o valutare offerta, tutto cambierà tra una manciata di giorni.

Dal prossimo 2 settembre, salvo slittamenti a livello regionale legati ai provvedimenti attuativi per i cosiddetti navigator, chi percepisce il reddito di cittadinanza sarà inserito nel tanto anticipato percorso di ricerca di un posto di lavoro. Questo, però, non varrà soltanto per i destinatari della misura, ma anche per tutti i maggiorenni che fanno parte dello stesso nucleo familiare e che non hanno occupazione né frequentano con regolarità un corso di studi.

Dal percorso di ricerca di un posto di lavoro saranno ovviamente esclusi, come annunciato fin dal principio, le persone che hanno compiuto 65 anni. Per tutti gli altri, nei prossimi mesi, inizieranno ad arrivare le prime offerte di lavoro e il loro rifiuto comporterà in modo automatico la perdita del reddito di cittadinanza, che fin dalla sua ideazione è stato legato all'inserimento nel mondo del lavoro.

Saranno tre le offerte di lavoro che saranno presentate ad ogni singola persona, valutate sulla base delle competenze, la distanza dal domicilio e la durata dello stato di occupazione. Per non perdere i benefici economici da parte dello Stato bisognerà accettare almeno una delle tre offerte.

Le offerte più vantaggiose saranno probabilmente le prime che saranno fatte, per le quali è previsto che il luogo di lavoro si trovi entro 100 chilometri dal domicilio del beneficiario o che sia raggiungibile entro 100 minuti coi mezzi pubblici. La seconda offerta amplierà quel raggio a 250 chilometri e la terza prenderà in considerazione l'intero territorio italiano.

Già entro i primi mesi del 2020 sarà stata effettuata la grande scrematura anticipata dal Movimento 5 Stelle: da un lato ci saranno i cittadini che troveranno un lavoro e smetteranno di percepire il sostengo economico, dall'altro ci sarà anche chi rifiuterà le offerte proposte e perderà comunque il reddito di cittadinanza, per milioni di euro che potranno essere destinati altrove.

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