Grillo: "I ministri vanno individuati fuori dalla politica". È uno schiaffo a Di Maio?

Al termine di questa seconda giornata di consultazioni è arrivato l'intervento a gamba tesa di Beppe Grillo. Il garante del Movimento 5 Stelle ha sostanzialmente pilotato questa crisi; prima aprendo alla formazione di un nuovo Governo con il Pd, poi con l'endorsement per il Premier Conte ed infine, oggi, chiedendo che i nuovi ministri - almeno quelli dei 5 Stelle, ovviamente - siano individuati al di fuori del mondo della politica.

Il cofondatore del Movimento 5 Stelle l'ha fatto con un post pubblicato sul suo blog dal titolo eloquente: "poltrone immaginarie".

Questo il suo appello (o diktat?), che parte dalla premessa che anche lui ha visto i suoi troppo attenti alla questione poltrone:

"Non facciamoci distogliere dalle incrostazioni che la realtà ha lasciato sui nostri scudi, è assolutamente normale ed atteso che ogni accenno ad un ministero si trasformi in una perdita di tempo condita da cori di reciproche accuse di attaccamento alla poltrona. Questo perché un po’ di poltronofilia c’è ma, sopratutto, non ci sono i tempi né per un contratto e neppure per chiarirci su ogni aspetto, anche fintamente politico, delle realtà che i ministeri dovranno affrontare".

"Oggi è l’occasione di dimostrare a noi stessi ed agli altri che le poltrone non c’entrano nulla: i ministri vanno individuati in un pool di personalità del mondo della competenza, assolutamente al di fuori dalla politica".

"Il ruolo politico lo svolgeranno i sottosegretari, ognuno dovrà scegliere secondo verso cui dovrà rispondere nei fatti e sintetizzare, per ogni ministero, l’approccio ottimale e imparare a governare i “tecnici” della burocrazia che li occupano da tempo immemore".

Una proposta molto forte questa di Grillo, che suona come uno schiaffo rifilato a Di Maio ed agli altri ministri a 5 Stelle del "Governo del cambiamento".

Le parole di Grillo suonano anche come una sfida al capo politico dei 5 Stelle che proprio oggi, al termine delle consultazioni, ha affermato di non aver mai inseguito alcuna poltrona e di aver anche rinunciato alla candidatura come nuovo Premier proposta dalla Lega.

Per adesso questo post di Grillo non è ancora stato commentato da nessun esponente di spicco del M5S. Le telecamere di La7 hanno intercettato e chiesto un commento a Stefano Buffagni, deputato e sottosegretario agli affari regionali, che non è riuscito a nascondere un certo fastidio. Forse era infastidito solo per le telecamere puntate addosso, ma il dubbio è legittimo.

Poco dopo c'è stata una telefonata tra Grillo e Di Maio, nella quale il garante del Movimento 5 Stelle ha ribadito al suo Capo Politico che spetterà a lui decidere la squadra. A riferire questo fatto sono "fonti vicine al comico genovese". In ogni caso il messaggio a Di Maio è arrivato forte e chiaro e adesso spetterà a lui compiere una scelta: seguirà il consiglio del suo padre politico?

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